giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno André Brink (29/05/1935)

«Proprio come uccelli, di tutti i colori dell’arcobaleno. All’inizio li credevamo ricoperti di piume, poi capimmo che era una sorta di abbigliamento. E quel camminare impettiti e a gambe rigide, a mo’ di struzzi, e la testa talmente soffocata da barba e baffi che a malapena se ne distingueva la faccia. Meglio così perché neppure a carnagione sembravano ben messi, tutti pallidi e bianchi come l’erba cresciuta troppo a lungo sotto una roccia. »

Da La prima vita di Amadastor, 1994, trad. di P. Deandrea

«Che differenza può fare un impedimento che sorge qua e là? Chi se ne frega se c’è da aspettare ancora un’ora, o due, o tre, quando ormai è da una vita intera che si aspetta? Anch’io trovo contagiosa questa eccitazione. Non ho mai votato in vita mia. (…)

Quella che per gli occidentali è una formalità da nulla, una cosa talmente scontata che non vale la pena di pensarci due volte, qui si è trasformata in un’impresa grandiosa. Ai miei occhi – e assai più a quelli della maggior parte di coloro che mi circondano nella fila tumultuosa – questa è la prima occasione che mi viene offerta di siglare con la mia piccola croce qualcosa in cui credo. Forse sta per essere legittimata, finalmente, la veemenza con cui un giorno ho risposto ai dubbi del mio lontano amante: “Io sono una che crede, solo che non ho ancora trovato qualcosa in cui credere”.

Sì, penso (e scrivo, ora): sì: questo è ciò in cui vorrei credere. Non solo un nuovo sistema politico, non la democrazia, non l’ideologia, nulla di così precario come la “vittoria” o la “libertà”, tutti i facili, grandiosi slogan che anneriscono così in fretta, come la pellicola fotografica quando è esposta alla luce. No, niente di queste astrazioni: ma la gente che mi sta intorno, qui, ora, oggi; e le donne dietro di me, tutte in cerca come me della propria ombra perduta. L’ombra non è qui, davanti a noi, in quella prosaica urna nella quale infileremo i nostri foglietti piegati e multicolori: eppure senza l’urna non possiamo raggiungerla.

…eppure è questo ciò che mi spinge, qui dove mi trovo ferma in piedi ormai da un’ora, questa semplice e terribile scoperta che anch’io ho la mia storia. Può essere misera; o può essere eccessiva; può darsi perfino che in gran parte sia inventata. Ma è mia. E tutta la mia storia, tutto ciò che in essa si raccoglie, sfocerà nella piccola croce che sto per tracciare.»

Da La polvere dei sogni, 1997, trad. di R. Montanari

Nota:
Una delle voci sudafricane più autorevoli, André Brink, scrive e lotta dagli anni Sessanta contro la censura e il regime dell’apartheid, offrendoci seppur a tanti chilometri di distanza, fisici e non solo, l’immagine di un uomo e di un popolo di una semplicità e ricchezza disarmanti…

(as)

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