giovedì , 27 aprile 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Amos Oz (04/05/1939)

«C’era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri  invece godono di eternità. Quand’ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver.»

da Una storia d’amore e di tenebra

«Se il senso culturale li spingeva a leggere per lo più in tedesco e inglese, certamente era l’yiddish ad abitare i loro sogni, la notte. Quanto a me, mi insegnarono solo e soltanto l’ebraico: forse per paura che la padronanza di tante lingue esponesse anche me alle seduzioni della letale Europa.
Nella scala di valori dei miei genitori, tutto ciò che era occidentale stava culturalmente più in alto: Tolstoj e Dostoevskij erano in sintonia con la loro anima russa, tuttavia credo che – malgrado Hitler – considerassero la Germania più civile della Russia e della Polonia; e la Francia ancor più della Germania. L’Inghilterra era persino più su della Francia. Quanto all’America – la loro convinzione qui s’incrinava: laggiù, in fondo, si sparava agli indiani, si svaligiavano diligenze, si depredavano l’oro e le fanciulle.
L’Europa era la loro terra promessa proibita, landa incantata di campanili e piazze lastricate di antiche pietre, tranvai e ponti e chiese turrite, villaggi sperduti, sorgenti benefiche, boschi, nevi e pascoli.»

da Una storia d’amore e di tenebra

«Ora mi torna in mente una vecchia storiella, dove uno dei personaggi – ovviamente siamo a Gerusalemme – è seduto in un piccolo caffè, e c’è una persona anziana seduta vicino a lui, così i due cominciano a chiacchierare. E poi salta fuori che il vecchio è Dio in persona. D’accordo, il personaggio non ci crede subito lì per lì, però grazie ad alcuni indizi si convince che è seduto al tavolino con Dio. Ha una domanda da fargli, ovviamente molto pressante. Dice: “Caro Dio, per favore dimmi una volta per tutte, chi possiede la vera fede? I cattolici o i protestanti o forse gli ebrei o magari i musulmani? Chi possiede la vera fede? “. Allora Dio, in questa storia, risponde: “A dirti la verità, figlio mio, non sono religioso, non lo sono mai stato, la religione nemmeno mi interessa”»

da Contro il fanatismo

«In Europa, molto spesso, davvero molto spesso, incontro persone impazienti, sempre ansiose di sapere per ogni storia, per ogni scontro, chi siano i “buoni” e chi i “cattivi”, chi va appoggiato e chi va preso di mira con la protesta… E invece la mia percezione, la mia esperienza formativa, mi dicono che nel conflitto fra ebrei israeliani e arabi palestinesi non ci sono “buoni” e “cattivi”. C’è una tragedia: il contrasto fra un diritto e l’altro »

da Contro il fanatismo

« Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte. »

da Contro il fanatismo

Nota

Autore di romanzi e libri per bambini, di saggi politici sulla letteratura e sul conflitto israelo-palestinese, la sua fama internazionale è legata al suo impegno costante, alla volontà di incidere sul mondo attraverso le sue parole e le sue azioni. “Scrivere quello che era intorno a me”. Forte di questa convinzione, il giornalista israeliano impregna le sue opere di un naturale realismo, le quali vogliono ripercorrere non solo le vicende biografiche ma anche le varie tappe storiche della sua terra d’origine. Il suo vero nome è Amos Klausner, ma in seguito ai conflitti con il padre, si premura di sostituire il proprio cognome con Oz, parola che in ebraico significa “forza”. Forte è infatti l’appartenenza alla propria comunità, forti sono le convinzioni che si agitano e animano le pagine della sua opera e che fanno di lui uno degli intellettuali più influenti e incisivi del nostro secolo.

(rb)

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