domenica , 20 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Amélie Nothomb (13/08/1967)

 

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«Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque dall’attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l’essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto.

Vivere vuol dire rifiutare, chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio di un lavandino. Per vivere bisogna essere capaci di non mettere più sullo stesso piano, al di sopra di sé stessi, la mamma e il soffitto. Bisogna rinunciare a uno dei due e decidere di interessarsi o alla mamma o al soffitto. L’unica scelta sbagliata è quella di non fare una scelta».

Da La Metafisica dei tubi, Voland, Roma, 2002.

 

«Il piacere è una meraviglia che mi insegna che io sono io. Io sono la sede del piacere, ci sarò io. Non esiste piacere senza di me, non esisto io senza piacere!».

Da La Metafisica dei tubi, Voland, Roma, 2002.

 

«Il solo modo per smettere di soffrire è avere la testa completamente vuota. Il solo modo di vuotarsi completamente la testa è andare più velocemente possibile, lanciare il cavallo al galoppo, appoggiare la fronte contro il vento, non essere che il prolungamento del destriero, il corno dell’unicorno, con il solo scopo di fendere l’aria – fino allo scontro finale in cui l’aria vincerà, in cui cavallo e cavaliere, perduti nella loro corsa, saranno disintegrati e assorti dall’invisibile, aspirati e polverizzati dai Ventilatori.

Elena è cieca. Questo cavallo è un cavallo. Ogni volta che c’è liberazione per mezzo del vento e della velocità, c’è un cavallo. Definisco cavallo non ciò che ha quattro zampe e produce sterco, ma ciò che maledice il suolo e me ne allontana, ciò che mi solleva e mi costringe a non cadere, ciò che mi calpesterebbe a morte se cedessi alla tentazione del fango, ciò che mi fa danzare il cuore e nitrire il ventre, ciò che mi spinge a un’andatura così forsennata che devo stringere le palpebre, poiché anche la luce più pura non abbaglierà mai quanto la sferza dell’aria».

Da Sabotaggio d’amore, Voland, 2012.

 

«Quel giorno nel cortile della scuola non potei impedirmi di dirle quel grande classico che, sulle mie labbra, era un inedito di una sincerità sconfinata:

-          Sei così bella che per te farei qualsiasi cosa.

-          Me l’hanno già detto – osservò lei con tono indifferente.

-          Ma io davvero – aggiunsi, consapevole dei sottintesi in cauda venenum della mia risposta, visto il recente caso di Fabrice.

Mi conquistai un breve sguardo beffardo che sembrava dire: “Credi di ferirmi?”

Bisognava ammetterlo: quanto il Francese aveva sofferto per quella rottura, tanto l’Italiana era rimasta indifferente, confermando così di non aver mai amato il suo fidanzato.

-          Allora tu faresti qualsiasi cosa per me?

-          Sì – dissi io,sperando che lei mi ordinasse di fare le cose peggiori.

-          D’accordo, voglio che tu faccia venti volte il giro del cortile di corsa senza fermarti mai.

A sentirla enunciare, la prova mi sembrò irrisoria. Partii immediatamente. Correvo come un bolide, pazza di gioia. Il mio entusiasmo decrebbe a partire dal decimo giro. Scemò ulteriormente quando mi accorsi che Elena non mi guardava, e per un buon motivo: era venuto un ridicolo a parlarle.

Tenni comunque fede all’accordo, troppo leale (troppo scema) per mentire, dopo di che raggiunsi la bella e l’altro tipo.

-          Ecco fatto – dissi.

-          Cosa? – si degnò di chiedere lei.

-          – Ho fatto venti volte il giro del cortile.

-          Ah. Me n’ero dimenticata. Ricomincia, non ti ho visto.

Ripartii all’istante. Vidi che continuava a non guardarmi. Ma niente mi avrebbe potuto fermare. Scoprivo che ero felice di correre: la mia passione trovava nella velocità delle falcate una nobile  maniera di esprimersi e, non potendo ottenere i risultati sperati, sentivo grandi slanci di fervore.

-          Ecco fatto un’altra volta.

-          Bene, – disse lei senza far caso a me. – Ancora venti giri. […]

-          ti ricordi cosa ti avevo detto?

-          Cosa?

-          L’asma.

-          Credi che ti chiederei di correre se non me ne ricordassi? -  Rispose lei con assoluta indifferenza.

Soggiogata ripartii. Stato alterato, correvo. Una voce isolata parlava nella mia testa: “vuoi che mi saboti per te? È meraviglioso. È degno di te e di me. Vedrai fino a che punto arriverò”. Sabotare era un verbo che in me evocava delle risonanze. Non avevo alcuna nozione di etimologia ma in “sabotare” ci sentivo degli zoccoli, tipo “sabot”, e quegli zoccoli erano i piedi del mio cavallo, cioè i miei veri piedi. Elena voleva che io mi sabotassi per lei: significava volere che io calpestassi il mio essere sotto quel galoppo. Ed io correvo pensando che il selciato era il mio corpo e che io lo calpestavo per obbedire alla mia bella e che l’avrei calpestato fino alla sua agonia. Sorridevo a quella prospettiva magnifica e acceleravo il mio sabotaggio passando alla velocità superiore».

Da Sabotaggio d’amore, Voland, 2012.

 

Nota:

Amélie Nothomb è una scrittrice belga, nata a Kobe, in Giappone. Ha vissuto, seguendo i suoi genitori in vari trasferimenti, in vari paesi dell’Asia e in America. Veste sempre di nero, usa cappelli bizzarri e imponenti, scrive senza tecnologia, tutto a mano in quaderni che porta sempre con se; scrive tutti i giorni per quattro ore, in genere dalle 4 alle 8 di mattina sorseggiando fortissimi tè neri.

«Oggi non vivo più a Pechino e non ho più un cavallo. Ho sostituito Pechino con dei fogli bianchi e il cavallo con l’inchiostro. Il mio eroismo si è fatto sotterraneo».

Da Sabotaggio d’amore, Voland, 2012.

Il Manifesto scrive di lei «Possiamo azzardare l’ipotesi che Amélie Nothomb, perfettamente ambientata nel mondo delle lettere, venga in realtà da un altro paese. Dal paese dei balocchi in forma di parole, dove scrivere è una gioia che non conosce né fatica né dolore».

Informazioni su Serena Giorgio Marrano

Serena Giorgio Marrano
Nasce a Napoli il 5 maggio 88. Serena, solo di nome, odia le mezze misure: le sue, nel bene o nel male, sono tutte grandi passioni. Ha una lista di libri e di buoni propositi infinita. Con la testa fra le nuvole rischia di essere a volte un tantino distratta, è molto curiosa e ama il mare.

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