lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon compleanno Alfred de Vigny (27/03/1797)

 

«Una lotta eterna in ogni tempo, ovunque
si svolge sulla terra, in presenza di Dio,
tra la bontà dell’uomo e la Donna astuta,
perché la Donna è impura, nell’anima e nel corpo.

Sempre l’Uomo ha bisogno di carezze d’amore;
lo disseta la madre appena viene al mondo,
e il suo braccio per primo lo impigrisce, lo culla,
gli infonde un desiderio d’amore e di indolenza.
Turbato nell’azione, nei progetti impedito,
ovunque sognerà il calore del seno,
le canzoni notturne, i baci dell’aurora,
il labbro appassionato che il suo labbro divora,
i capelli disciolti in cui il suo volto è immerso,
e lo accompagneranno i rimpianti del letto.
Andrà in città, e là le vergini folli
lo prenderanno al laccio con le prime parole.
Più forte sarà nato, prima sarà convinto;
quanto più grande è il fiume, più rapida è la piena.
Quando la lotta, che Dio alla creatura impose
contro il suo simile e contro la Natura,
spinge l’Uomo a cercare un seno su cui riposare;
con le lacrime agli occhi ha bisogno di un bacio.
Ma ancora il suo compito non è finito:
un’altra lotta inizia, segreta, infida e vile;
tra le sue braccia si svolgerà, sopra il suo cuore;
e, più o meno, ogni donna è sempre Dalila.

Dunque ciò che ho voluto, Signore, non esiste. -
Colei cui va l’amore e da cui viene la vita,
proprio lei, per Orgoglio, si fa nostra nemica.
La Donna oggi è peggiore che in quel tempo
quando, osservando gli Umani, Dio disse: “Mi pento!”
Ben presto, ritirandosi in un orrendo regno,
la Donna avrà Gomorra e l’Uomo avrà Sodoma,
e da lontano gettandosi sguardi irritati,
i due sessi moriranno separati. »

 

Les destinées

«“Ahimè! Pensai, seppur uomini ci chiamiamo,
quanto di noi ho vergogna, deboli come siamo!
Come lasciar la vita e tutti i suoi mali
voi solo lo sapete, mirabili animali!
Nel veder quel che nel mondo fummo, e quanto si lascia in questo,
grande solo è il silenzio; debolezza tutto il resto.”
? Ah! T’ho ben capito, mio selvaggio viaggiatore,
e l’estremo sguardo tuo m’è sceso fino al cuore!
Diceva: “Se riesci, fa che l’animo tuo austero,
anni ed anni trascorrendo nello studio e nel pensiero,
giunga a quest’alta vetta di Stoica fierezza,
che, pur nato fra i boschi, subito toccai con destrezza.
Gemere, lacrimare, pregare è sempre vile.
? Adempi l’aspro tuo dovere, sii virile
nella via in cui la Sorte ti volle chiamare,
e alfin soffri e muori al par di me, senza parlare”.»

La mort du loup

 

«Cammineremo così, lasciando soltanto la nostra ombra

Su questa terra ingrata dove regnano i morti;

parleremo di loro quando farà buio,

quando ti diverti a seguire un sentiero rovinato,

a sognare, appoggiata ai rami incerti,

piangendo, come Diana sulle rive della sua fontana,

il tuo amore taciturno e sempre minacciato»

La maison du berger

 

 

Nota:

«La poesia è una malattia del cervello»

Poeta a cavallo fra ‘700 e ‘800, Alfred de Vigny, fu considerato un grande precursore del romanticismo patriottico francese. Sin da piccolo, istruito alle arti e alla letteratura, frequenta i saloni di celebri intellettuali, tra cui Hugo. Scrive fondamentalmente liriche, unico sfogo della sua fallimentare vita privata. Benché non ottenne il successo sperato, le sue raccolte restano da sempre l’emblema di un romanticismo ancora lievemente impregnato di classicismo e rigore. Proust, ad esempio, fu un suo grande ammiratore.

(mc)

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