martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon compleanno Aléxis de Tocqueville (29/07/1805)

 

 
 
<< “Sapete che la Sicilia non è sempre stata quella che è oggi. Ci fu un tempo lontano da noi certo, in cui una sola delle nostre città, conteneva più abitanti di quanti non ne racchiuda tutta l’isola in questi giorni di miseria e di lutto. In quel tempo i Siciliani camminavano alla testa della razza umana; i nostri vascelli si spingevano fino alle rive dell’Oceano. Le nostre arti, la nostra immaginazione e i nostri costumi rendevano civili i nostri vicini; la fertilità dei nostri campi e il coraggio dei nostri soldati erano famosi in tutto l’universo; l’oro scorreva a fiotti nelle nostre felici città…”
A questo punto don Ambrosio fu interrotto da uno scoppio di risa del Napoletano, si morse le labbra e tacque.
“Si, c’era qualcosa di vero in tutto questo ai tempi di Dionigi il tiranno”, replicò il suo compagno “…Ma perché far tanto rumore a proposito di prerogative che non avete più…Due o tremila anni fa, è vero, le vostre campagne erano fiorenti, ma oggi sono deserte e disabitate; le vostre città erano grandi e ricche, ma ora sono piccole e povere. Riempivate il mare con i vostri vascelli che ora non riempiono che i vostri porti. Un tempo brillavano per le arti e i doni dello spirito, ma oggi le semplici comodità della vita vi sono estranee; e quale paese al mondo è più ignorante della Sicilia? Infine non avete più soldati; troppo felici se trovaste abbastanza braccia per coltivare i vostri campi!” >>
 
Dialogo di un napoletano e di un siciliano
 
 
<< Il 12 Marzo, effettuato il controllo, approdammo infine a una piccola spiaggia. “Finalmente ti abbiamo, o Sicilia!” esclamammo felici, saltando sul lido, e subito ci demmo a percorrere la terra che si apriva dinanzi a noi. Mai prospettiva più deliziosa si offrì a dei miseri ai quali ancora sembrava sentire sotto i piedi il ponte vibrante di un vascello. Assenti le lunghe dune di arida sabbia che fanno così tristi le rive dell’oceano e che del resto ben si inseriscono nel paesaggio brumoso di quelle contrade; qui, invece, a trenta passi dalla riva potevi scorgere aloe di enorme grandezza, lunghe spalliere di fichidindia e ogni specie di arbusti fioriti. In Italia avevamo lasciato l’inverno. Ora ci accoglieva la primavera con tutti i suoi colori e i suoi effluvi. Tra fichi ed olivi,a due tiri di schioppo si scorgeva un villaggio. Di fronte, su di una verde collina, le rovine di un castello. Coperta di verzura e fiori la vallata risaliva poi rapidamente in modo da formare un triangolo aperto verso mezzogiorno. Fu così che, sulla spiaggia di Oliveri, per la prima volta la Sicilia si offrì al nostro sguardo. E fu qui che cominciammo a capire come non sia la bellezza e neanche la ricchezza naturale di un paese a fare il benessere dei suoi abitanti…>>
 
Appunti di viaggio

 
 
<< La società è tranquilla, non perché abbia coscienza della propria forza e del proprio benessere, ma, al contrario, perché si sente debole e inferma; teme di morire facendo uno sforzo: tutti sentono il male, ma nessuno ha il coraggio e l’energia necessari per cercare il meglio. Si hanno desideri, rimpianti, dolori, gioie che non producono nulla di visibile o di duraturo, simili del tutto alle passioni senili che finiscono nell’impotenza.
Così abbiamo abbandonato quanto poteva esserci di buono nell’antica condizione, senza acquistare quello che di utile avrebbe potuto offrire la condizione attuale; abbiamo distrutto una società aristocratica e, arrestandoci compiaciuti in mezzo alle rovine dell’antico edificio, sembriamo volerci rimanere per sempre. >>
 
La democrazia in America
 
Nota:
 
Charles, Aléxis Henri Maurice Clérel de Tocqueville fu uno Storico e uomo politico francese dell’ottocento al quale si devono delle opere che sono veri e propri capisaldi della moderna storiografia liberale, come “La democrazia in America” e “L’Ancien régime e la rivoluzione”. Fu anche autore lucido e brillante di memorie e note di viaggio, in seguito agli innumerevoli spostamenti che richiedeva la sua professione.
 
(mc)

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