giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Abdelkebir Khatibi (11/02/1938)

 

«Più volte, ho tentato, durante mie letture, di travestire gli dei ufficiali, di neutralizzarli attraverso esercizi di imitazione, dapprima identificandomi ad essi, e vedendo come mi pesava questa vicinanza, avevo optato per la parodia che credevo decolonizzante. Docile con i miei idoli, torturavo gli altri, aggiungendo alle loro opere dei racconti inediti, usciti dalla mia biblioteca mobile, tirannica. Hugo che mi era caro, passava veloce, attaccato a rime sonanti. Con Racine, ho preso molte precauzioni, lo leggevo prima di dormire, anche se mi confondevano i lamenti delle sue passioni. Perché il mio corpo chiamava un canto nostalgico, quando questi personaggi della sofferenza e della morte mi stupivano. Preferivo al sublime, la tristezza gracile o la follia, con l’arsenale mitico, gli dei zoppicanti e la mania di poetizzare tutto. Ondeggiavo. Quale storia orfana o aggressiva poteva privarmi? Aspettavo che il tempo svanisse, che iniziasse una vera vita nell’esaltazione di una nuova nascita. Se l’adolescenza si da al grido prossimo della riconversione, penso di aver sperato che la realtà mi mettesse a soqquadro. La storia passava, ero nel mio vuoto, mi osservavo svegliarmi, mi studiavo mangiare e dormire tra gli altri. Scrivevo, atto senza disperazione e che doveva soggiogare il mio sonno, il mio errare. Scrivevo perché era il solo modo di scomparire dal mondo, di togliermi dal caos, di affogarmi nella solitudine. Credevo al destino dei morti, perché non sposare il ciclo della mia eternità? »

La mémoire tatouée

Traduzione a cura di Asterischi (mc)

Nota:

« A scuola, un insegnamento laico, imposto alla mia religione; divento poliglotto, leggendo il francese senza parlarlo, recitando qualche frammento di arabo scritto, e parlando il dialetto quotidianamente. Dove sono la coerenza e la continuità in questo incrocio?»

Abdelkebir Khatibi è uno scrittore marocchino scomparso nel 2009 che, in seno alla questione magrebina, scrive le sue opere in lingua francese. In particolare, la questione della lingua, diventa l’argomento più contestato delle sue opere che testimoniano la situazione difficile della letteratura magrebina, contesa tra la cultura araba e la modernità francese.

(mc)

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