lunedì , 23 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Brancati e Sciascia alla guerra (sbagliata) di Spagna

250px-Sciascia_palazzolo

C’è ancora la Spagna a far incrociare la scrittura di Sciascia e di un altro illustre siciliano come Vitaliano Brancati. Ci soffermiamo sul racconto della guerra spagnola dello zio di Antonio Magnano, contenuto ne Il bell’Antonio, il romanzo più famoso dello scrittore catanese. La storia complessiva non riguarda le vicende spagnole, quanto piuttosto quelle italiane, che ruotano simbolicamente attorno al personaggio di Antonio, il cui destino è segnato dalla sua sorprendente bellezza. Bellezza che marcisce sotto il segno dell’impotenza. Siciliano impotente è un binomio che riesce solo a creare un enorme scandalo. Immaginiamo gli uomini siciliani, per cui anche i santi e la Madonna si riconducono al sesso, e per cui i peccati non esistono nemmeno e quindi non c’è niente da confessare a un prete; immaginiamoli fare i conti con una notizia così sconcertante.

Il momento del racconto dello zio di Antonio si inserisce come una pausa, e se da un lato vuole alleggerire la questione facendo capire al nipote che i veri problemi sono altri, quali appunto quella terribile guerra che coinvolge anche gli italiani, riesce a dare un amaro e doloroso punto di vista sul sentire degli uomini, e soprattutto suoi conterranei, immersi “per errore” in una guerra tutta sbagliata.

«Non mi domandare chi ha ragione e chi torto, o quale dei due pricìpi trionferà in avvenire! Le idee se le tengono dentro la testa e io non le ho vedute. Quello che ho veduto è che sono disposti a scannare, squartare, bruciare anche Gesù Cristo in persona, dall’una parte e dell’altra, e se caschi sotto il loro odio preparati a cacciare un urlo di dolore quale non pensavi mai che potesse uscire dalle tue viscere di creatura battezzata!»

Ritroviamo qui la stessa confusione del protagonista de L’Antimonio, che ci metterà molto per capire dove si trova e cosa sta davvero facendo. Il dolore di Ermenegildo si fa straziante quando parla degli esseri umani che ormai non sembrano nemmeno essere tali:

«Tu non puoi supporre che genere di sofferenze sono capaci di scovare dentro la tua carne! Gli basta un centimetro della tua pelle per metterci dentro tutto l’inferno! … Non c’è coraggio che basti, figlio mio! [...] Ma guarda poi le smorfie dei cadaveri che lasciano marcire per giornate intere nelle pozzanghere o che ci fanno passare sulla faccia gli autocarri per cancellarne qualunque fisionomia, e dimmi se è così che si prepara il bene degli uomini! Erano uomini anche questi cadaveri, perdio, e il bene gli è stato regalato in quel modo!»

Tutti i sentimenti che prova lo zio di Antonio, possiamo trasferirli a quelli dello stesso Brancati, nonché a quelli di Sciascia e i suoi personaggi.

Ma c’è una cosa, fondamentale, che divide i due scrittori in questa sede dedicata alla Spagna. Sciascia finisce per confondere le sue due terre in una sola; si prende la responsabilità di quella guerra ma anche di tutto il resto che appartiene alla Spagna; passeggia per le sue strade e sente il sapore di Racalmuto, la sente nel cuore.

Brancati, invece, sempre con le parole di zio Ermenegildo, se ne distacca freddamente, attaccato solo alla sua Sicilia, e non solo perché l’avvenimento che gli ha fatto conoscere la Spagna è spiacevole.

«A Barcellona non ho fatto un passo senza sentirmi mancare il terreno sotto il piede. Ma la mia paura non era di cascare, era di andare a sbattere il muso su una terra insipida e inodore, o che almeno non aveva l’odore della mia… di questa qui [...] di questa, alla quale un giorno o l’altro voglio dare un bacio così in fondo da lasciarvi dentro il mio cadavere!»

(as)

Gli altri articoli su Sciascia pubblicati in questo mese li trovate ai seguenti link

Quando Sciascia raccontava le feste religiose (e Scianna le fotografava)

Sciascia alla guerra di Spagna

 

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com