lunedì , 21 agosto 2017
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Auguri Metropolis: figlio di una storia d’amore tra le due guerre

Storia d’amore liquefatta all’ombra del nazismo. Oggi cade l’anniversario della prima di Metropolis, il celebre capolavoro dell’espressionismo tedesco girato da Fritz Lang e sceneggiato da Thea von Harbou, autrice dell’omonimo romanzo. Ottantacinque anni fa si alzava il sipario su un’opera immortale, che avrebbe sublimato un sodalizio artistico e amoroso. Una storia da fotoromanzo nella Berlino tra le guerre. Fortunatamente la fama di Metropolis sopravvisse all’amore di Fritz e Thea, che durò appena un decennio tra il 1922 e il 1933. Nel 1932, infatti, la von Harbou entrò volontariamente nel Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (Partito Nazional Socialista Tedesco dei Lavoratori o più semplicemente Partito Nazista), e nel 1934 Lang si trovava già in Francia, anche perché Il Testamento del dottor Mabuse era stato vietato dai nazisti.

 

Nel 1925 Thea aveva scritto un romanzo, Metropolis appunto, che da lì a qualche anno sarebbe entrato nella storia del cinema come soggetto per il capolavoro di Fritz Lang. Quasi un lustro prima aveva divorziato dal celebre regista e attore tedesco Rudolf Klein-Rogge per sposarsi, già del 1922, con Lang. Sono gli anni d’oro: i biografi definiscono il duo Lang-von Harbou come una delle coppie più belle e ammirate nella Berlino degli anni ’20. In quel periodo Hitler era ancora lontano dal dividerli: nel 1923 il “Putsch di Monaco”, conosciuto anche come “Putsch della birreria”, fu un vero fallimento e il futuro Führer venne processato per alto tradimento. Intanto Thea era diventata ufficialmente una delle sceneggiatrici più richieste dell’epoca, lavorando con altri mostri sacri dell’espressionismo tedesco come Friedrich Wilhelm Murnau. Ma il pericolo stava acquattato dietro l’angolo, proprio come una svastica rovesciata. Nel 1928 il matrimonio tra i due avverte un lento declino nonostante i biografi tengano a precisare come il rapporto collaborativo continui splendidamente, al punto che la stessa Thea parlava di “ideale Kolletktivarbeit”, un ideale lavoro di collaborazione. Ma l’arte, si sa, non basta a se stessa. E poi la politica spezza le ossa a quel che resta. Il 30 gennaio del 1933 un artista fallito prestò giuramento come Cancelliere nella camera del Reichstag. Solo un anno prima Thea era entrata a far parte del partito e poco dopo chiuderà la storia con Fritz. I tempi erano maturi per la Storia. Nel 1933 Goebbels, ministro per la Propaganda del regime, chiese a Lang di mettersi a capo della nuova industria cinematografica tedesca. L’anno dopo, come evidente risposta, il regista sarà in Francia prima di passare successivamente a Hollywood.

Il nazismo squarciò la storia e la Storia, ma non è tutto così semplice. Come riferisce Riccarda Novello in “Metropolis” (Ed. Studio Tesi, 1993) ben prima della separazione entrambi avevano da tempo preso a frequentare posti e persone diverse. L’autrice di Metropolis, in particolare, era entrata in contatto con un seguace di Gandhi, l’indiano Ayi Tendulkar, collaboratore della rivista Weltbühne, al quale resterà legata fino al 1939. Da Gandhi a Hitler il passo non deve certo essere stato breve.

(rrb)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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