domenica , 25 giugno 2017
Le news di Asterischi

Asterischi dall’ignoto spazio profondo: l’ibridazione è il nostro senso ultimo

Le riflessioni altrui, se ben congegnate, offrono un ampio spettro di spunti e interrogazioni. A volte, se si è fortunati, può capitare che le parole di altri abbiano quel potere straordinario di aprire una breccia nella propria memoria e di rifletterne in qualche modo la storia. Quando abbiamo deciso di creare questo blog molte delle idee che vi sono confluite non scaturivano specificatamente dalla storia della letteratura di fantascienza, ma da letture disparate e tanta creatività. Adesso un articolo di Iain M. Banks, che parzialmente tradurrò di seguito, mi riporta alla mente la gestazione di alcune rubriche e soprattutto un’idea fondamentale che muove la nostra minuscola azione: sulle spalle dei giganti della letteratura abbiamo costruito un mondo e ci stiamo benissimo dentro.   

Iain M. Banks è uno dei più autorevoli scrittori di Sf britannici. Qualche giorno fa ha pubblicato su The Guardian un intervento di grande interesse sullo spirito della fantascienza. L’ampia citazione che ho tradotto vuole essere una sorta di ‘onore delle armi’ al grande bagaglio di provocazioni intellettuali e di giochi letterari che tanta fantascienza ci ha regalato. Parlo di onore delle armi, perché, secondo molti critici, la fantascienza, a differenza di altri ‘ex generi’ come noir & varianti, non ha avuto quello slancio e quella solidità letterarie tali da permettergli di entrare dal portone principale della storia della letteratura. In realtà non è andata proprio così, ma non è questa la sede per discuterne. Secondo Banks la fantascienza, in ogni caso, ha vinto comunque perché è l’ibridazione ad aver ormai assunto il senso ultimo della sfida della letteratura. Altrimenti del resto cosa ci avrebbe insegnato il cyberpunk dei vari Gibson, Sterling etc…

Ecco cosa scrive…

Il punto è che la fantascienza è un dialogo, un processo. Uno scrittore leggerà qualcosa – probabilmente qualcosa di abbastanza famoso, anche un classico - e penserà “Ma cosa sarebbe successo se invece di seguire questa strada…?” E, in piedi sulle spalle di quel particolare gigante, scrive qualcosa di inizialmente similare ma sviluppato differentemente, così che il campo evolve e si trasforma… 

Utilizzare, quindi, la grande letteratura in senso ludico per modificarla e distorcerla, perché in fondo tutte le storie originano da un patrimonio comune. Sta a noi prenderlo in mano e plasmarle nuovamente, come si faceva con la cera pongo. Stavolta non sono universi che cadono a pezzi, come avrebbe scritto il Phil Dick, ma universi che si rigenerano.  

La fantascienza ha una sua storia, una sua eredità che consta di tutto quello che è stato fatto e sostituito, così che gran parte della mobilia adesso fa praticamente parte integrante del tessuto stesso… Appare semplicemente folle, così come comicamente arrogante, ignorare tutto questo. Nei confronti di una letteratura così concentrata sul sociale come sull’innovazione tecnologica, con gli effetti del cambiamento – lenti e bruschi – sugli esseri umani e sull’umanità  tutta, sarebbe un grave e e arrogante errore da commettere.   

Insomma…
La fantascienza non può mai essere un negozio chiuso che solo coloro che sono già permeati dalla sua cultura  sono autorizzati a praticare.
 
Così quest’invito l’abbiamo fatto nostro. Coniugare letteratura alta e bassa,  letteratura freak (tanto per riprendere il tema della nostra prossima rivista) e letteratura chic, è uno dei nostri propositi. Perché tutti hanno il diritto di poter conoscere Dostoevskij ma anche Salgari.
L’articolo integrale è pubblicato al link:
Traduzione a cura di Asterischi (rrb)
(rrb) 

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com