venerdì , 15 dicembre 2017
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Animali di carta: al di qua e al di là del reale

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La lunga processione di creature fantastiche che ha affollato la nostra adolescenza ci insegna che non ci sono creazioni assolutamente originali. Ogni creatura è, in realtà, un piccolo mostro composito dove si affollano pezzi di animali quotidiani e conosciuti. Il terrore, insomma, si insinua nell’ovvio, nelle morbosità più ricorrenti, in una “rosa che canta”, come scriveva il vecchio Arthur Machen. I mostri, insomma, non fanno paura solo perché sono brutti e schifosi, ma anche perché si manifestano a noi mentre in realtà non esistono per tutti gli altri. E chi alle mancuspie di invenzione cortazariana preferisce il «Nevermore» del Corvo di Poe o l’asino che trova le rime a ogni calcio del padrone delle Favole della dittatura di Sciascia o ancora il cane veggente della piccola Margherita dolcevita di Benni, si fermi alla parte che si concentra su animali realmente esistenti che si comportano un po’ come vogliono, o come vuole chi li mette su carta. Ma attenzione, alcuni animali fanno paura proprio perché reali e facilmente immaginabili da tutti, e se è vero che nessuno sogna di essere attaccato dal mostro invisibile di Maupassant, è certo allo stesso modo che nessuno vuole essere invaso da impertinenti scarafaggi, né tantomeno trasformarsi in uno di loro.

Rosario Battiato, Agata Sapienza

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