lunedì , 11 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore – Guglielmo da Baskerville


Nome: Frate Guglielmo da Baskerville

Padre: Umberto Eco

 Caratteristiche fisiche:  «La sua statura superava quella di un uomo normale ed era tanto magro che sembrava più alto. Aveva gli occhi acuti e penetranti; il naso affilato e un po’ adunco conferiva al suo volto l’espressione di uno che vigili, salvo nei momenti di torpore di cui dirò. Anche il mento denunciava in lui una salda volontà, pur se il viso allungato e coperto di efelidi – come sovente vidi di coloro nati tra Hibernia e Northumbria – poteva talora esprimere incertezza e perplessità. […] poteva egli avere cinquanta primavere ed era dunque già molto vecchio, ma muoveva il suo corpo instancabile con una agilità che a me sovente faceva difetto. La sua energia pareva inesauribile».

 Abitudini: «vegliava oltre compieta, e aveva abitudini parche. Qualche volta passava tutta la giornata muovendosi per l’orto, esaminando le piante come fosse crisopazi o smeraldi. [..] Altre volte stava un giorno intero nella sala grande biblioteca sfogliando manoscritti come a cercarvi null’altro che il suo piacere».

 Acume:  «Sotto tortura dici non solo quello che vuole sentire l’inquisitore, ma anche quello che immagini possa dargli piacere, perchè si stabilisce un legame tra te e lui, perché a parlare è la tua lussuria. C’è una lussuria del dolore, come una lussuria dell’adorazione e dell’umiltà».

Saggezza:   «Il riso è proprio dell’uomo, è segno della sua razionalità [..] serve a confondere i malvagi e far rifulgere la loro stoltezza».
«Le relazioni sono i modi in cui la mia mente percepisce il rapporto tra enti singolari, ma quale è la garanzia che questo modo sia universale».
«Non tutte le verità sono per tutte le orecchie, non tutte le menzogne possono essere riconosciute tali da un animo pio».

«Il diavolo è l’arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio».

 I grandi se ne vanno: «Il mio maestro mi diede molti buoni consigli per i miei studi futuri. Poi mi abbracciò forte, con la tenerezza di un padre, e mi congedò. Non lo vidi più. Seppi che era morto durante la grande pestilenza che infierì per l’Europa verso la metà di questo secolo. Prego sempre che Dio abbia accolto la sua anima e gli abbia perdonato i molti atti d’orgoglio che la sua fierezza intellettuale gli aveva fatto commettere».

 

(fn)

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