mercoledì , 28 giugno 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Augusto Pérez

Nome: Augusto Pérez

Padre: Miguel de Unamuno

Credenze religiose: Fermamente cattolico. «Sarà diverso in paradiso, quando ogni nostra occupazione si ridurrà, o meglio si estenderà, alla pura contemplazione di Dio e di ogni cosa in Lui. Quaggiù, in questa misera vita, non ci preoccupiamo che di servirci di Dio: pretendiamo di aprirlo, come un ombrello, perché ci protegga da tutte le disgrazie».

Pranzo quotidiano: Un paio d’uova fritte, una bistecca con patate e un pezzo di groviera.

Odia: I diminutivi. «Perché mai il diminutivo è un segno d’affetto?». «Forse che l’amore rimpicciolisce la cosa amata?».

Frase preferita: «Lotteremo! Militia est vita hominis super terram».

Senso della vita: «Noi uomini non siamo soggetti né alle grandi gioie né ai grandi dolori, perché queste gioie e questi dolori ci giungono avvolti in un’immensa nebbia. La vita è una nebulosa».

L’amore: Eugenia. «Adesso dalla nebbia spunta fuori Eugenia. E chi è Eugenia? Ah, ora mi accorgo che da molto tempo la stavo cercando». «Eravamo destinati l’uno all’altra secondo un’armonia prestabilita; siamo due monadi complementari l’una all’altra».

Migliore amico: Il cane Orfeo. «Così lo battezzò, non si sa, né lo sapeva lui, perché. E Orfeo divenne in seguito il confidente dei suoi soliloqui, il depositario di tutti i segreti del suo amore per Eugenia».

Il rifugio: La casa. «Era una casa dolce e tiepida. La luce filtrava attraverso i bianchi fiori ricamati dalle tendine. Le poltrone spalancavano le braccia, affettuose come vecchie nonne ritornate bambine col passar degli anni». «Ed Eugenia? Devo scriverle una lettera, ma non da qui, meglio da casa. O non è meglio che vada al Casinò? No; a casa, a casa. Queste cose è meglio farle a casa, nel proprio focolare».

Il luogo: La strada. «Perché la strada forma una tela in cui si incrociano sguardi carichi di desiderio, di invidia, di disprezzo, di compassione, di amore, di odio, parole dette chissà quando, il cui senso è rimasto cristallizzato, pensieri, aneliti, tutto un intreccio misterioso che avvolge le anime di quelli che le attraversano».

Il ricordo: Sua madre, che «andava e veniva senza far rumore, come un uccellino, perennemente vestita di nero, portando sempre sulla bocca e attorno agli occhi inquisitori quello strano sorriso, che era la tomba delle lacrime dei primi giorni della sua vedovanza».

Il sogno: «Il sogno di un uomo da solo è l’illusione, l’apparenza: il sogno di due innamorati è la verità, la realtà. Che cos’è il mondo reale se non il sogno che tutti sognamo, il sogno comune?».

 

(lc)

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