venerdì , 21 luglio 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Mattia Pascal

 

Nome: « Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. »

Padre: Luigi Pirandello

Stato civile: « In conclusione, si vede che – capitato in mezzo a così tanta brava gente – tutto il male lo avevo fatto io. E dovevo dunque scontarlo.

Mi ricusai dapprima, sdegnosamente. Poi, per le preghiere di mia madre, che già vedeva la rovina della rovina della nostra casa e sperava ch’io potessi in qualche modo salvarmi, sposando la nipote di quel suo nemico, cedetti e sposai. »

Il padre: « Sagace e avventuroso, mio padre non ebbe mai pe’ suoi commerci stabile sede: sempre in giro con quel suo trabaccolo, dove trovava meglio e più opportunamente comprava e subito rivendeva mercanzie d’ogni genere; e perché non fosse tentato a imprese troppo grandi e rischiose, investiva a mano a mano i guadagni in terre e case, qui nel proprio paesello, dove presto forse contava di riposarsi negli agi faticosamente acquistati, contento e in pace tra la moglie e i figliuoli. […] La sua morte quasi improvvisa fu la nostra rovina. »

La madre: « Santa donna mia madre! D’indole schiva e placidissima, aveva così scarsa esperienza della vita e degli uomini! […] Gracilissima di complessione, fu, dopo la morte di mio padre, sempre malferma in salute; ma non si lagnò mai de’ suoi mali, né credo che se ne infastidisse neppure con sé stessa, accettandoli rassegnata, come una conseguenza naturale della sua sciagura. […] Come una cieca, s’era abbandonata alla guida del marito; rimastane senza, si sentì perduta al mondo. »

Su di sé: « […] concepii così misera la stima dei libri […] che ora non mi sarei mai e poi mai messo a scrivere, se, come ho detto, non stimassi davvero strano il mio caso e tale da poter servire d’ammaestramento a qualche curioso lettore […]. Lascio questo mio manoscritto, con l’obbligo però che nessuno possa aprirlo se non dopo cinquanta anni dopo la mia terza, ultima e definitiva morte. Giacché, per il momento ( e Dio sa quanto me ne duole), io sono morto, si, già due volte […].»

Segni particolari: strabico : « “Ah quest’occhio,” pensai, “così in estasi da un lato, rimarrà sempre suo nella mia nuova faccia! Io non potrò far altro che nasconderlo alla meglio dietro un pajo d’occhiali colorati, che coopereranno, figuriamoci, a rendermi più amabile l’aspetto.[…]” »

(fg)

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