martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

5 Personaggio in cerca d’autore: Huckleberry Finn

Nome: Huckleberry Finn

Padre: Mark Twain

Per saperne di più: «Non potete sapere niente di me senza che avete letto un libro che si chiama “Le avventure di Tom Sawyer”, ma non è che importi molto. Quel libro è stato fatto dal signor Mark Twain, e lui ha detto la verità, in genere. C’è stato qualcosa che ha un po’ esagerato ma per lo più ha detto la verità».

Un tipo da educare: «La vedova Douglas, lei, invece, mi ha preso per figlio e sperava di civilizzarmi; ma era duro vivere sempre in casa, considerando che la vedova era un tipo molto perbene e abitudinaria in un modo terribile in tutto quello che faceva; così quando non ce l’ho più fatta a resistere, me la sono svignata. Ho infilato di nuovo i miei vecchi stracci e me ne sono tornato nella mia botte e me ne stavo alla grande, libero e tutto contento».

Superstizioso: «Dopo un po’ vedo un ragno che mi si arrampica sulla spalla; io me lo scrollo di dosso e quello finisce sulla candela e, prima che faccia in tempo a muovere un dito, quello è già tutto incenerito. Non avevo bisogno che nessuno mi dicesse che era un bruttissimo segno, quello, e di sicuro mi avrebbe portato sfortuna; avevo una tale paura che quasi quasi i vestiti non mi stavano più addosso per la tremarella. Così mi sono alzato e ho fatto tre giri su me stesso e ogni volta mi facevo il segno della croce sul petto; poi mi sono legato un ciuffetto di capelli con un filo per tener lontane le streghe. Ma non è che mi sentissi molto tranquillo. Di solito, lo si fa quando si è perduto un ferro di cavallo che si era trovato, invece di inchiodarlo sulla porta, ma non avevo mai sentito dire da nessuno che ciò bastava per combattere contro la cattiva sorte dopo aver ucciso un ragno».

La famiglia: «Qualcuno dice che sarebbe stata una bella idea ammazzare anche le famiglie dei ragazzi che rivelavano i segreti. Tom ha risposto che era una buona idea, ha preso una matita e lo ha scritto nel giuramento. Poi Ben Rogers dice: - Abbiamo qua il nostro Huck Finn, che non ha nessuna famiglia… come facciamo con lui? - Be’, però un padre ce l’ha, vero? – dice Tom Sawyer. - D’accordo, un padre ce l’ha, ma non si trova mai, già da un po’ di tempo. Una volta aveva l’abitudine di andare a dormire, quando era ubriaco, fra i porci nella conceria ma ormai è più di un anno che da queste parti nessuno lo vede. Si sono messi a discutere la faccenda e stavano per mandarmi via perché dicevano che ogni ragazzo doveva avere una famiglia o qualcuno da poter uccidere altrimenti non era giusto nei confronti degli altri. Bene, nessuno sapeva cosa fare… Tutti erano lì ammutoliti, e non sapevano che pesci pigliare. Provavo una gran voglia di piangere; però tutto d’un colpo ho trovato la soluzione e così ho offerto la signorina Watson: potevano ammazzare lei».

Abbigliamento: «Bene, l’indomani mattina mi tocca una di quelle sgridate che non si dimenticano da parte della vecchia signorina Watson, per via dei vestiti; la vedova, invece, non mi ha sgridato ma li ha ripuliti dalla cera e dal fango; ma aveva un’aria così triste che ho pensato di comportarmi bene per un po’, se mi riusciva.

Preghiere: «Poi la signorina Watson mi ha condotto nello sgabuzzino e si è messa a pregare, ma non ne ha cavato niente. Poi mi ha detto di pregare ogni giorno, così potevo ottenere qualsiasi cosa avessi chiesto. Ma non era vero niente. Ci ho provato. Una volta che avevo una lenza, mi mancavano gli ami. E senza ami, non mi serviva. Così ho provato a chiedere gli ami tre o quattro volte ma non sono stato capace di far funzionare la cosa. Così, dopo un po’ di tempo, un bel giorno ho chiesto alla signorina Watson di provare lei per me; mi ha risposto, invece, che ero uno stupido. Non mi ha mai spiegato perché e io non sono mai stato capace di capirlo».

Il libro: Le avventure di Huckleberry Finn


(rrb)

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