martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Mao

 

Nome: Mao

Madre: Banana Yoshimoto

Avvertenza: «Non che odiassi particolarmente la vita, eppure la visuale che si rifletteva nei miei occhi era sempre lontana e sfumata come in un sogno. Percepivo le cose in modo innaturale, estremamente vicine o remote.»

Istantanee: «- Chissà se nella mia testa tu continuerai ad avere quindici anni –
- Veramente, ne ho diciassette!
-       Sì, ma adesso, no? Io pensavo, invece, a quando ci siamo conosciuti, di notte, in quel Mister Donut. –
-       Ahh, sì, ricordo. Avrò avuto quindici, sedici anni. –
-       Ero rimasto profondamente colpito dalla folle quantità di luce che emanavi, con le tue braccia e le tue gambe sottili, gli occhi tristi e l’aspetto distaccato come fossi stata in rotta con il mondo intero e con te stessa. Non mi era mai battuto il cuore in quel modo. Quando poi ci hai seguiti a casa nostra, mi sembrava troppo bello per essere vero. -»

Le radici: «La mia famiglia era a capo di una sorta di piccola setta religiosa. Perché mia nonna, una sensitiva con poteri soprannaturali, era in grado di fare profezie, aiutare le persone in difficoltà e guarire i malati. […] Il mio padre naturale non si sa chi sia.[…] Nessuno poteva sapere con certezza di chi fossi figlia, perché mia madre era una donna molto disinibita, e per lei ricevere indifferentemente il seme da tutti gli inetti che giravano per casa era come bere un bicchiere d’acqua.»

La profezia: «- Tu da grande diventerai pazza o intraprenderai la strada della pittura. Non accettare mai e poi mai di portare avanti la comunità, anche se ti pregheranno di farlo. Se cederai, impazzirai di sicuro. A te si addice la pittura. Se invece continui così, farai una brutta fine. La chiave del tuo futuro arriverà da lontano, da molto lontano. La troverai in un ragazzo venuto dall’India che si chiama come quel cane fedele, Hachiko. Sì, Hachi. Tu sarai l’ultima amante di Hachi! -  mi disse la nonna nel delirio della febbre durante l’ultima visita che le feci prima che morisse.»

L’amicizia: «Perché ci si potesse affidare completamente al proprio corpo, era necessario prima concentrarsi bene, trattenere il respiro e poi lasciarsi andare un poco alla volta. Meno coscienti si era, migliore era il risultato. In questo modo riuscii a fare amicizia con la pittura e con me stessa. Una cosa fondamentale.»

Cose da non desiderare: «Un uomo che avesse avuto il cattivo gusto di dirmi che avevo talento, sarei stata io la prima a non volerlo al mio fianco. […] Un uomo che mi fosse stato vicino ventiquattro ore su ventiquattro mi avrebbe dato fastidio.»

Il futuro: «- Eppure mi piacerebbe anche diventare scrittrice. Non pensi che potrebbe essere divertente? Oltretutto, poi, è un mestiere per cui non serve alcuna attrezzatura -
dissi a Hachi e lui:
-       Prova un po’ a buttare giù una frase! . -
-       Va bene, dunque. – Ci pensai un momento e scrissi:
-   “Gli occhi di Hachi gli occhi di un cane.”
-       Non ci siamo. Non hai nessunissima sensibilità letteraria
-       Allora non mi resta che dipingere! -»

Il tempismo: «Ogni volta che sono con una persona che mi piace davvero, mi diverto a giocare a rincorrerla. Il tempismo del mio scatto, però, non coincide mai con quello dell’altro. Ma è meglio così. A piangere in due, cosa avremmo risolto?
Sarebbe stato molto meglio ridere.»

Il destino: «Non ero particolarmente triste. Perché‚ come un animale, non sapevo cosa volesse dire avere delle speranze. Avremmo vissuto insieme in tutta tranquillità facendo sempre le nostre passeggiate mano nella mano? Ci saremmo sposati dopo qualche tempo? Avremmo avuto figli?
Stupidaggini, cose che non facevano per noi.»

 

(ss)

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