lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Tisbe

Nome: Tisbe

Padre: Publio Ovidio Nasone

Età: ancora una ‹‹ fanciulla››

Stato civile: fidanzata segretamente con il vicino di casa, Piramo

‹‹ Conoscenza e primi approcci nacquero dalla vicinanza, nel tempo crebbe l’amore; in giuste nozze si sarebbero anche uniti, ma i padri lo impedirono: poiché non lo poterono proibire, ardevano entrambi, essendo state prese le loro anime. ››

Caratteristiche fisiche: ‹‹ […] superiore a tutte le fanciulle che ebbe l’Oriente››

Domicilio: ‹‹ Piramo e Tisbe […] abitavano case confinanti, là dove si dice Semiramide cinse l’alta città con mura di cotto. ››

Come riesce segretamente a comunicare con Piramo: ‹‹ La parete comune alle due case era solcata da una crepa sottile, prodottasi un tempo durante la costruzione; questo difetto, da nessuno notato per lunghi anni (che cosa non scorge l’amore?) per primi vedeste voi, o innamorati, e ne faceste una via per la voce, e sicure per quella erano solite passare con un minimo di sussurro le dolci parole. ››

Carattere: ‹‹ […] l’amore la rendeva audace.››

La fuga d’amore: ‹‹ Tisbe, con accortezza esce attraverso le tenebre, socchiusa le porta, inganna i suoi e con il volto coperto giunge al sepolcro e siede sotto l’albero prestabilito. ››

La scoperta di Piramo morente: ‹‹ Piramo, quale Sorte ti ha strappato a me? Piramo, rispondi! La tua Tisbe ti parla, amatissimo! E solleva il volto che giace per terra!››

La decisione finale: ‹‹ “Ti seguirò nella morte [o Piramo] e, sventurata, sarò detta causa e compagna della tua morte; e tu, che potevi essermi, ahimè, strappato dalla sola morte, nemmeno dalla morte mi sarai strappato. E tuttavia, ah molto sventurati genitori, accogliete almeno, dalle parole di entrambi, queste preghiere: che a coloro che un amore saldo, a coloro che l’ora estrema unì, non impedite che siano composti nella stessa tomba. Ma tu, albero, che con i tuoi rami copri ora il miserabile corpo di uno solo, presto coprirai quelli di due; conserva i segni della nostra morte e sempre abbi frutti scuri e adatti al lutto, al ricordo del sangue di noi due.” Così disse, e puntandosi la spada sul basso del petto, si lasciò cadere sull’arma, che ancora era tiepida del sangue di Piramo.››

(fg)

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