venerdì , 22 settembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Pinocchio

Nome: Pinocchio
« – Che nome gli metterò? – disse (Geppetto) fra sé e sé. – Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna.»

Paternità letteraria: Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini)

Paternità artigianale: Mastro Geppetto (conosciuto come Polendina)

Età: «…vorrei crescere un poco anch’io. Non lo vedete? Sono sempre rimasto alto come un soldo di cacio.
- Ma tu non puoi crescere, – replicò la Fata.
- Perché?
- Perché i burattini non crescono mai. Nascono burattini, vivono burattini e muoiono burattini.
- Oh! sono stufo di far sempre il burattino! – gridò Pinocchio, dandosi uno scappellotto. – Sarebbe ora che diventassi anch’io un uomo come tutti gli altri.
- E lo diventerai, se saprai meritartelo…
- Davvero? E che posso fare per meritarmelo?
- Una cosa facilissima: avvezzarti a essere un ragazzino perbene.»

Caratteristiche fisiche:
In origine : « C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.»
.«..(Geppetto) cominciò a lavorare a buono, e gli fece subito i capelli, poi la fronte, poi gli occhi.
Fatti gli occhi, figuratevi la sua maraviglia quando si accorse che gli occhi si muovevano e che lo guardavano fisso fisso…dopo gli occhi, gli fece il naso; ma il naso, appena fatto, cominciò a crescere: e cresci, cresci, cresci diventò in pochi minuti un nasone che non finiva mai… Dopo il naso, gli fece la bocca. La bocca non era ancora finita di fare, che cominciò subito a ridere e a canzonarlo…Dopo la bocca, gli fece il mento, poi il collo, le spalle, lo stomaco, le braccia e le mani… in meno d’un’ora, i piedi erano bell’e fatti; due piedini svelti, asciutti e nervosi, come se fossero modellati da un artista di genio.»

Nel paese dei balocchi: « Si accorse con sua grandissima maraviglia che gli orecchi gli erano cresciuti più d’un palmo… E intanto che correvano, i loro bracci diventarono zampe, i loro visi si allungarono e diventarono musi e le loro schiene si coprirono di un pelame grigio chiaro, brizzolato di nero. Ma il momento più brutto per quèi due sciagurati sapete quando fu? Il momento più brutto e più umiliante fu quello quando sentirono spuntarsi di dietro la coda. Vinti allora dalla vergogna e dal dolore, si provarono a piangere e a lamentarsi del loro destino.
Non l’avessero mai fatto! Invece di gemiti e di lamenti, mandavano fuori dei ragli asinini: e ragliando sonoramente, facevano tutt’e due coro: ~j-a, j-a, j-a~.»
Dopo: «…andò a guardarsi allo specchio, e gli parve d’essere un altro. Non vide più riflessa la solita immagine della marionetta di legno, ma vide l’immagine vispa e intelligente di un bel fanciullo coi capelli castagni, cogli occhi celesti e con un’aria allegra e festosa come una pasqua di rose.»

Amicizie:
Mangiafoco
«Il burattinaio Mangiafoco che (questo era il suo nome) pareva un uomo spaventoso, non dico di no, specie con quella sua barbaccia nera che, a uso grembiule, gli copriva tutto il petto e tutte le gambe; ma nel fondo poi non era un cattiv’uomo.»
« – Pietà, signor Mangiafoco!…
- Qui non ci son signori! – replicò duramente il burattinaio.
- Pietà, signor Cavaliere!…
- Qui non ci son cavalieri!
- Pietà, signor Commendatore!…
- Qui non ci son commendatori!
- Pietà, Eccellenza!…
A sentirsi chiamare Eccellenza il burattinaio fece subito il bocchino tondo, e diventato tutt’a un tratto più umano e più trattabile, disse a Pinocchio:
- Ebbene, che cosa vuoi da me? … »

Il gatto e la volpe
« La Volpe che era zoppa, camminava appoggiandosi al Gatto: e il Gatto, che era cieco, si lasciava guidare dalla Volpe…
« …la Volpe, fermandosi di punto in bianco, disse al burattino:
- Vuoi raddoppiare le tue monete d’oro?
- Cioè?
- Vuoi tu, di cinque miserabili zecchini, farne cento, mille, duemila?
- Magari! E la maniera?
- La maniera è facilissima. Invece di tornartene a casa tua, dovresti venire con noi.
- E dove mi volete condurre?
- Nel paese dei Barbagianni.»

Il grillo parlante
« – Che vuoi da me? – disse il burattino.
- Voglio darti un consiglio. Ritorna indietro e porta i quattro zecchini, che ti sono rimasti, al tuo povero babbo che piange e si dispera per non averti più veduto.
- Domani il mio babbo sarà un gran signore, perché questi quattro zecchini diventeranno duemila.
- Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni! Dai retta a me, ritorna indietro.»

I tre medici Corvo, Civetta e Grillo parlante
« – Vorrei sapere da lor signori, – disse la Fata, rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio, – vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia morto o vivo!…
A quest’invito, il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso a Pinocchio: poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi: e quand’ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole:
- A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!
- Mi dispiace, – disse la Civetta, – di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero!
- E lei non dice nulla? – domandò la Fata al Grillo-parlante.
- Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto. »

Fata turchina
« E la Fata lo guardava e rideva.
- Perché ridete? – gli domandò il burattino, tutto confuso e impensierito di quel suo naso che cresceva a occhiate.
- Rido della bugia che hai detto.
- Come mai sapete che ho detto una bugia?
- Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo. »

Lucignolo
« Pinocchio, fra i suoi amici e compagni di scuola, ne aveva uno prediletto e carissimo, il quale si chiamava di nome Romeo: ma tutti lo chiamavano col soprannome di Lucignolo, come il lucignolo nuovo di un lumino da notte.»
« – Domani, dunque, ti aspetto a colazione a casa mia.
- Ma se ti dico che parto questa sera.
- A che ora?
- Fra poco.
- E dove vai?
- Vado ad abitare in un paese… che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!…
- E come si chiama?
- Si chiama il Paese dei Balocchi. Perché non vieni anche tu?
- Io? no davvero!
- Hai torto, Pinocchio! Credilo a me che, se non vieni, te ne pentirai. Dove vuoi trovare un paese più salubre per noialtri ragazzi? Lì non vi sono scuole: lì non vi sono maestri: lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica. Figurati che le vacanze dell’autunno cominciano col primo di gennaio e finiscono coll’ultimo di dicembre. Ecco un paese, come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!»

Aspirazioni future:
« – Fra tutti i mestieri del mondo non ce n’è che uno solo, che veramente mi vada a genio.
- E questo mestiere sarebbe?…
- Quello di mangiare, bere, dormire, divertirmi e fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo. »

(ss)

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Un commento

  1. Proprio per l’occasione del compleanno 2013 di Pinocchio, il canale YouTube Favole Per Bambini ( http://www.FavolePerBambini.tv ) ha appena inaugurato la favola di Pinocchio. La serie di 36 puntate, corrispondenti ai 36 capitoli del capolavoro letterario, verranno pubblicate settimanalmente, con spunti divertenti ed istruttivi per i piccoli spettatori ed i loro genitori.

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