martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Gesù

Nome: Gesua di Nazareth, in arte Gesù

Genitori: Giuseppe, Maria e Paolo Villaggio

Mestiere: «Ha già trentun anni e non fa un cazzo dalla mattina alla sera. L’ho pregato di venire a lavorare a bottega, l’ho implorato. Gli ho anche detto: ‘se non ti va di fare il falegname trovati un altro lavoro, uno qualunque, che ti renda felice. Cercati una brava ragazza, anche non ebrea…’. Niente!»

Passatempo: «non è più solo, ma gira a piedi in lungo e in largo tutta la regione intorno al Lago di Tiberiade con dodici mentecatti che sono i suoi discepoli e che lui chiama apostoli. Dormono dove capita, vivono di elemosine, di espedienti, e, temo, anche di piccole truffe. Mi hanno detto che l’altro giorno Gesua si è addentrato con la sua banda in quel piccolo deserto che c’è tra Nazareth e Cana. Hanno incontrato un gruppo di nomadi, di disgraziati pieni di figli urlanti e con una fame terrificante. Lui, ormai, si è fatto la nomea di quello che dà da mangiare agli affamati. E so per certo che se c’è un gruppo di veri affamati sono proprio lui e i suoi famigerati discepoli.»

Miracoli: «‘Adesso faccio un miracolo!’ I nomadi, allora, si sono inginocchiati. […] Gesua aveva adocchiato quattro panini sopra una tovaglia: ‘Avete dei pani?’. Poi, dentro un tegame di terracotta aveva visto tre tinche. ‘Avete pesci? Datemeli! Ve li moltiplico!’ […] Tempo un minuto, con mugolii sinistri che rimbalzavano con effetti d’eco in tutto il deserto, hanno ingurgitato tutto. Anche le teste e le spine delle tinche. ‘Ecco fatto’, ha detto Gesua, ‘e ora vi benedico’. Poi se la sono data a gambe, mentre quelli, urlando, gli correvano dietro tirando pietre.»

Prediche: «Se qualcuno ha freddo, dagli metà del tuo mantello. Se qualcuno ti offre dell’acqua, offrigli una cena, perché restituire solo l’acqua sarebbe ben poca cosa. Date sempre da mangiare agli affamati, ma, soprattutto, sappiate che tutti gli uomini sono uguali di fronte a mio Padre. […]

‘Ricordatevi di porgere l’altra guancia e di amare il vostro prossimo’…ma quell’ultima predica gli si spense in gola. I legionari romani erano ormai tutti così lontani che non lo sentivano più. Poi riprese coraggio: ‘Tutti gli uomini sono uguali di fronte a mio Padre!’ Da una finestra buttarono in strada un tegame di terracotta vuoto. ‘E falla finita, deficiente! Non riusciamo a dormire!’»

Fine: «Erano troppo pericolose le cose che predicava, e i giudei, io li conosco bene, sono animali feroci. […] Consideri questa tragedia solo un evento molto doloroso della sua vita e cerchi di dimenticare. In ogni caso, fra due o tre settimane al massimo, di suo figlio non si ricorderà più nessuno…»

 

no, eh? Buon Natale!

(as)

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