giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Federico Fellini (20/01/1920)

«Fellini è ossessionato dall’angelizzazione dei suoi personaggi, un po’ come se lo stato angelico fosse nell’universo felliniano lo stato ultimo, la misura dell’essere »

A. Bazin , Che cos’è il cinema, Garzanti, 1973

« Mi sembra di aver fatto sempre lo stesso film »

F.Fellini in Intervista sul Cinema, a cura di Giovanni Garzanti, Laterza,1983

«Fellini non odiava gli psicanalisti. Non aveva in simpatia i freudiani a causa di una brutta esperienza vissuta sulla sua pelle. Nel 1954, mentre portava a termine la lavorazione de La Strada, sprofondò in una crisi e Giulietta tentò di aiutarlo portandogli a casa un luminare della psicanalisi freudiana. Il rapporto fra i due non portò ad esiti positivi e si acuì lo scetticismo di Fellini verso questo genere di terapia. Oltre tutto non condivideva la teoria dell’ interpretazione dei sogni. Sosteneva che i sogni sono fabbricati da noi stessi, prolungamenti delle nostre vite. Era invece molto affascinato ed interessato a Jung.» 

Martina Manescalchi, Tullio Kezich intervistato su Federico Fellini

Nota:

Federico Fellini è stato un regista italiano. Ricollegandomi a quanto scriveva André Bazin, nel succitato  saggio dedicato a “Le notti di Cabiria”, se dovessi immaginare l’angelo-Fellini questo avrebbe le forme tracotanti e voluttuose di un putto dipinto da  Pietro da Cortona. Il suo cinema richiama immagini preziose, sovraccariche . Ricorrente è la tematica del circo e delle sue illusioni, del teatro e dello spettacolo metafora della vita e del suo cinema che è finzione ma anche  rappresentazione quintessenziale (in senso inverso, si capisce) della realtà. Regista  italiano tra i più conosciuti, se non il più conosciuto, all’estero è riuscito a superare l’impasse  neorealista, trasfigurando via via  il dato reale da cui è partito, arricchendolo e conferendovi la sua personalissima svolta “visionaria”, riuscendo così a dare voce e corpo alle sue ossessioni (il regista in crisi di 8 ½),  ai suoi ricordi (Amarcord) a lasciarci il suo testamento spirituale (La voce della Luna), grazie alla capacità mitopoietica del suo cinema.

«Fellini è sempre stato lontano dalle mode, dalle catalogazioni, così come dall’essere definito politicamente. Attirò su di sè molte critiche per questo. Quello di stimolare emozioni e percezioni con le sue immagini era il suo mestiere, il suo talento naturale più che il frutto di uno studio o di uno stile preconfezionato. Era così. Non bisogna inoltre dimenticare le sue origini. Proveniva da una famiglia profondamente cattolica, ai limiti del bigottismo e fino a tarda età si è trovato in conflitto con il suo passato. Era infatti solito sostenere che un uomo passa la metà della sua vita a correggere gli errori della propria educazione.» 

Martina Manescalchi, Tullio Kezich intervistato su Federico Fellini

(lb)

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