giovedì , 14 dicembre 2017
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Personaggio in cerca d’autore: Il Principe

 

Nome: il principe

Padre: Niccolò Machiavelli

Età: in genere, inizia il suo percorso alla morte del padre

Professione: Governatore di principato

Stato civile: preferibilmente sposato per mandare avanti la successione del principato

Caratteristiche morali:

- crudeltà e umanità: « debbe, pertanto, uno pricipe non sicurare della infamia di crudele, per tenere li sudditi suoi uniti e in fede; perché, con pochissimi esempli, sarà più pietoso che quelli e’ quali, per troppa pietà, lasciono seguire e’ disordini, di che nasca occisioni o rapine; nondimanc debbe essere grave al cedere e al muoversi, né si fare paura di se stesso; e procedere in modo, temperato con prudenzia e umanità, che la troppa confidenzia non lo facci incauto e la troppa diffidenzia non lo renda intollerabile. Debbe nondimanco el principe farsi temere in modo che, se non acquista lo amore, fugga l’odio; perché può molto bene stare insieme essere temuto e non odiato »

- lealtà: « dovete, adunque, sapere come sono dua generazioni di combattere: l’uno con le leggi, l’altro con la forza: quel primo è proprio dello uomo, quel secondo è delle bestie: ma perché el primo molte volte non basta, conviene ricorrere al secondo. Pertanto, a uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e l’uomo. Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi. Bisogna, adunque, essere golpe a conoscere e’ lacci, e lione a sbigottire e’ lupi. »

- evitare il disprezzo e l’odio: « il principe pensi, come sopra si è detto, di fuggire quelle cose che lo faccino odioso e contennendo; e qualunque vola fuggirà questo, arà adempiuto le parti sua e non troverrà nellaaltre infamie periculo alcuno. Uno de’ più potenti rimedii che abbi uno principe contro alle coniure, è non essere odiato dallo universale: perché sempre chi coniura crede, con la morte del principe, satisfare al populo; »

Come governare:

- a chi dare fiducia: «hanno e’ principi, et praesertim quelli che sono nuovi, trovato più fede e più utilità in quegli uomini che nel principio del loro stato sono stati tenuti sospetti, che in quelli che nel principio erano confidenti»

- come assoggettare i popoli: «ma quando uno principe acquista uno stato nuovo che, come membro,si aggiunga al suo vecchio, allora è necessario disarmare quello stato, eccetto quelli che nello acquistarlo sono suti tuoi partigiani; e quelli ancora, col tempo e con le occasioni, è necessario renderli molli ed effeminati, e ordinarsi in modo che solo le armi di tutto el tuo stato sieno n quelli tua soldati proprii, che nello stato tuo antiquo vivono appresso di te »

- la costruzione di fortezze: «è suta consuetudine de’ principi, per potere tenere più sicuramente lo stato loro, edificare fortezze, che sieno la briglia e il freno di quelli che disegnassino fare loro contro, e avere uno refugio securo da uno subito impeto. Io laudo questo modo, perché gli è usitato ab antiquo»

- la realizzazione di grandi imprese: «Nessuna cosa fa tanto stimare uno principe, quanto fano le gradi imprese e dare di sé rari esempli»

- schierarsi sempre da una parte: «è ancora stimato uno principe, quando egli è vero amico e vero inimico; cioè, quando, sanza alcun respetto, si scuopre in favore di alcuno contro ad un altro. Il quale partito fia sempre più utile che stare neutrale; perché se dua potenti tuoi vicini vengono alle mani, o sono di qualità che, vincendo uno di quelli, tu abbi a temere del vincitore, o no. In qualunque di questi dua casi, ti sarà sempre più utile lo scoprirti e fare buona guerra; perché, nel primo caso, se tu non ti scuopri sarai sempre preda di chi vince, con piacere e satisfazione di colui che è stato vinto, e non hai ragione né cosa alcuna che ti defenda né ti riceva; perché, chi vince non vuole amici sospetti e che non lo aiutino nelle avversità, chi perde, non ti riceve, per non avere tu voluto con le arme in mano correre la fortuna sua.»

(mc)

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