martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Auguste Dupin

rue-morgue

(Locandina di Murders in the Rue Morgue, 1932, di Robert Florey. In Italia il film è stato tradotto come Il dottor miracolo)

Nome: Auguste Dupin

Padre: Edgar Allan Poe

Prima apparizione: I delitti della Rue Morgue (1841)

Altre partecipazioni: Il mistero di Marie Roget, La lettera rubata

Nazionalità: francese

Professione: Investigatore

Indirizzo:  «Una sera tempestosa dell’autunno del 18…, poco dopo l’imbrunire, a Parigi, me ne stavo a godere la duplice voluttà della meditazione e di una pipa di schiuma, in compagnia del mio amico C. Augusto Dupin, nella sua piccola biblioteca o studiolo, au troisième del N. 33 Rue Dunôt, Faubourg St. Germain: per circa un’ora eravamo rimasti assorti in un profondo silenzio e a chi ci avesse per caso osservati ciascuno di noi sarebbe parso completamente ed esclusivamente assorto nelle arricciate volute di fumo ch rendevano opprimente l’aria della stanza.»

La mentalità analitica: «Le facoltà mentali che si definiscono analitiche non sono in se stesse molto facilmente analizzabili. Le possiamo apprezzare soltanto dai loro risultati. Quello che ne sappiamo è che per chi le possegga al massimo sono una delle più vive fonti di piacere. Come l’uomo forte gode della sua forza fisica e si compiace durante gli esercizi che mettono in azione i muscoli, così l’analitico coglie il suo momento di gloria in questa attività mentale la cui funzione è risolvere

A proposito della polizia: «La polizia parigina, tanto decantata per il suo acume, è astuta e nulla più. Talvolta ottiene risultati sorprendenti, ma questi sono raggiunti di solito semplicemente grazie alla diligenza e all’operosità dei suoi funzionari. Quando queste doti non servono, tutti i disegni falliscono. Vidocq a esempio, era un abile deduttore e un individuo perseverante, ma non avendo educato il proprio pensiero, sbagliava continuamente per l’ardore stesso delle sue ricerche. Infirmava la sua visione delle cose tenendo l’oggetto troppo vicino, riusciva a vedere magari un punto o due con perspicacia non comune, ma nel far questo perdeva naturalmente l’effetto insieme…»

(rrb)

 

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