venerdì , 21 luglio 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Marcovaldo

Nome: Marcovaldo

Padre: Italo Calvino

Caratteristiche psicologiche:  «Aveva Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c’era tafano sul dorso d’un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza.»

«In ogni presenza umana Marcovaldo riconosceva tristemente un fratello…»

Abitudini e Doveri: «camminava sempre a naso in aria»

«Marcovaldo, certe volte, per passare il tempo, seguiva un gatto.»

«  – Io veramente, – s’affrettò a dire Marcovaldo, – porto la lenza così, per darla da intendere agli amici, ma i pesci li ho comperati dal pescivendolo del paese qui vicino.»

«In ditta, tra le varie altre incombenze, a Marcovaldo toccava quella di innaffiare ogni mattina la pianta in vaso dell’ingresso.»

Sogni e Desideri: « Oh! Potessi destarmi una volta al cinguettare degli uccelli e non al suono della sveglia e allo strillo del neonato Paolino e all’inveire di mia moglie Domitilla!»

«Oh! Potessi dormire qui, solo in mezzo a questo fresco verde e non nella mia stanza bassa e calda; qui nel silenzio, non nel russare e parlare nel sonno di tutta la famiglia e correre di tram giù nella strada; qui nel buio naturale della notte, non in quello artificiale delle persiane chiuse, zebrato dal riverbero dei fanali; oh, potessi vedere foglie e cielo aprendo gli occhi!»

«Marcovaldo imparò ad ammucchiare la neve in un mucchietto compatto. Se continuava a fare dei muretti così, poteva costruirsi delle vie per lui solo, vie che avrebbero portato dove sapeva solo lui, e in cui tutti gli altri si sarebbero persi. Rifare la città, ammucchiare montagne alte come case, che nessuno avrebbe potuto distinguere dalle case vere.»

«Marcovaldo camminando sognava di perdersi in una città diversa: invece i suoi passi lo riportavano proprio al suo posto di lavoro di tutti i giorni, il solito magazzino…»

Triste Realtà: «Mangiando pensa: “Perché il sapore della cucina di mia moglie mi fa piacere ritrovarlo qui, e invece a casa tra le liti, i pianti, i debiti che saltano fuori a ogni discorso, non mi riesce di gustarlo?»

«Finché a un certo punto Marcovaldo cerca cerca nel cielo non riusciva più a vedere le bolle ma solo fumo fumo fumo.»

(as)

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Un commento

  1. Uno dei libri più divertenti che abbia mai letto! Grazie alla mia maestra di scuole elementari che lo scelse come libro di narrativa da leggere in classe!

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