venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Rembò

Nome: Rembò

Padre: Davide Enia

Età: 18

Domicilio: Palermo

 Presentazione: «Il guardiano mi cunta ca Rembò, figlio della vedova Concetta, sarta di professione, Rembò arrivava ogni domenica alle 7 e mezzo di mattina. Solo. E scalzo. Camminava a testa bassa, come a schermirsi, a scusarsi. Nella mano sinistra, signor lei ce lo giuro vero, ìddu teneva un paio di scarpe. Erano di cuoio. Erano nere. Erano l’unico paio di scarpe che possedeva. Un regalo di sua madre, la vedova Conceta, di professione sarta.

Rembò giungeva al campo di terra battuta, signor lei. Era domenica ed erano le 7 e mezzo di prima matinàta. Manco ‘u prete s’era susùto per celebrare la messa. Tutta Palermo era stinnicchiàta che dormiva, ca runfuliàva, se ne stava ancora a russare tra i lenzuola.

Invece.

A bordo campo c’erano tremila persone. Di tutte le età.

Manco a dirlo: tutti maschi. Pochissime le donne.

Ma tutti, màsculi e fìmmine, vecchi e piccirìddi,

tutti,

appena Rembò arrivava al campo:

tutti iniziavano ad indicarlo.

I nuovi – perché di cristiani nuovi venuti a vedere a Rembò per la prima volta ce ne erano sempre -, i nuovi arrivati lo vedevano a ddù piccirìddo, camminare a testa bassa, scalzo, le scarpe di cuoio nere strette nella mano sinistra. Qualcuno di loro sorrideva. Qualcuno spalancava gli occhi. Qualcuno si sentiva preso in giro.

Ma era un attimo. Un attimo soltanto.

L’attenzione di tutti gli altri spettatori.

L’ammirazione di tutti gli altri spettatori.

Inducevano al silenzio, e all’immediato rispetto.»

 

Il ragazzo e il calciatore: «Che genio è mai questo Rembò! 18 anni ed un futuro radioso di fronte a sé. E poi, che dire dell’incanto delle sue quattro marcature a pallonetto? Numero 11 sulla maglia, vero e proprio uomo a tutto campo: lo trovi sulla fascia destra a costruirsi il gol del 2-0 con tre dribbling consecutivi e pallonetto al portiere. Lo vedi partire da sinistra, superare il portiere ed infine eludere il difensore, arretrato a difesa della porta sguarnita, con l’ennesima palombella millimetrica. E che dire, ancora, del quinto gol per la sua squadra: di testa, in tuffo in mezzo ad una selva di gambe? La classe innata, l’astuzia, l’acrobazia, sono doti che non ci è dato di vedere spesso concentrate in un solo giocatore, per di più così giovane. Ma quello che sorprende, e lascia stupefatti, è l’eleganza di stampo stilnovista che questo ragazzo ha in sé. Le sue movenze ricordano più la grazia dei felini che non la gladiatori età dello sport. Eppure esso è implacabile come un fiume in piena. Ma che armonia la sua corsa. Che bellezza il suo incedere a testa alta mentre salta gli avversari. Che incanto la traiettoria dei suoi tiri.»

Specialità: «…lancia la palla al centro dell’area, Rembò riceve palla  spalle alla porta…E’ chiuso da due difensori ma si gira di scatto e… GOL!…Incredibile!!!…Ma cosa ha fatto?…Non ci credo ancora adesso…spiegatemelo!!!…Ha messo la palla all’incrocio dei pali!!!…»

Testimonianze: «Maaa…u’ finimondo è successo!…picchì praticamente le due squadre ancora, quasi al novantesimo minuto erano ancora sullo 0-0 tutt’e due. Minchia, ma la squadra di Rembò era mìsa male, male, proprio sotto…proprio era schiacciata nella sua area…Non si sa come, proprio quasi allo scadere del tempo, Rembò non so come…che cavolo ha fatto non si è capito, cioè si sperimentò, s’inventò un’azione assurda…cioè scappò sulu! E praticamente la squadra avversaria che stava premendo, minchia arristò sbigottita, ‘un ne capìu niente… Minchia, scappa sulu e va a sìgna, va fà un GOL..ma tirò da fuori area, ‘ocche venticinque metri fuori l’area tirò! Ou…picciotti crirìtemi: ‘un si nne capìu cchiù niente ò stadio…minchia, stava crollando!…I piedi? I piedi ballavano sùli sùli… Proprio eramo tutti…Boh? Io camminavo… I’ ddà supra, ddà gradinata: ìvu a scuppàre ddà sùtta…senza sapìri come…un passo ‘un’u fici…Maaa!… Mi puirt…’Un si nne capìu cchiù niente: credetemi!»

«In tutto lo stadio c’era il silenzio di chi sta contemplando per la prima volta nella propria vita uno spettacolo emozionante e coinvolgente. Non è stata, oggi, soltanto un’esperienza estetica. C’è qualcosa di più. Non mi si prenda per folle, o se si vuole: sì : prendetemi per pazzo, ma vedere Rembò giocare è una esperienza erotica.»

Epiloghi: «Rembò era considerato un fenomeno. Un genio del calcio. Si ritira a 19 anni, nel 1974, lasciando tutti quanti nello sconforto. Abbiamo un buco nella sua biografia. Non sappiamo nulla di lui dal ’74 al ’78. Nel 1978 ricompare a Finisterre, sulla costa atlantica a fare il cuoco.»

«Rembò muore il 10 novembre 1991.
Questo è scritto,almeno, nella lapide di quella che si crede essere la sua tomba.
La lapide è scura ed è di pietra ed ha scolpita, in superficie, la semplice dicitura:

“Rembò”

Seguita dal suo anno di nascita, il 1954, e dalla data della sua morte.
Nessun accenno al suo passato.
Rembò è –oggi- un nome di pietra iscritto nella pietra.
Riposa nel cimitero di Marsiglia, sotto un ampio albero di olivo e guarda il mare.
C’è sempre un pallone di calcio accanto.»

« “Grazie Rembò”.

Segue data: 11 dicembre 1967.

Seguono firme scolpite nel cemento.

Le conto.Sono 457.»                                                                                    

(Giusi Sapienza)

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