venerdì , 22 settembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Momo

 

Nome: Momo , «“È un bel nome, ma è la prima volta che lo sento. Chi te lo ha dato?” “Io”»

Padre: Michael Ende

Libro: Momo, Longanesi & C., 1984, traduzione a cura di Angeleri.

Data di nascita: «“Se mi ricordo bene, ci sono sempre stata”»

Caratteristiche fisiche: «Era piccola, magrolina, di modo che, anche con la migliore buona volontà, non si poteva decidere se avesse otto oppure dieci anni. Aveva una testa selvaggia, ricciuta, nera come la pece, palesemente mai sfiorata da pettini o forbici. Aveva grandi vividi meravigliosi occhi del pari neri come la pece, e i piedi dello stesso colore perché andava quasi sempre scalza.»

Abbigliamento: «La sottana, che le arrivava alle caviglie, era un complesso di toppe variopinte di tessuti d’ogni genere. E sopra la gonna portava una vecchia giacca maschile lunga e larga, con le maniche di molto rimboccate ai polsi.»

Domicilio: «All’estrema periferia meridionale di questa grande città, dove inizia la campagna e case e casupole diventano di mano in mano sempre più miserevoli, esistono, nascosti dentro un boschetto di pini, i ruderi di un piccolo anfiteatro. In realtà, soltanto la gente dei dintorni conosceva quella singolare costruzione, che chiamavano “la rotonda”. Sotto lo spiazzo erboso – l’arena dove un tempo recitavano gli attori – c’erano un paio di locali mezzo diroccati, ai quali si poteva accedere attraverso un buco della muraglia. Lì s’era installata Momo come a casa sua.»

Segni particolari: «Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era ascoltare. E come sapeva ascoltare Momo era una maniera assolutamente unica.»

Migliori amici e loro caratteristiche: «Aveva due amici cari che andavano da lei ogni giorno e con lei dividevano ogni loro bene. Uno era giovane e l’altro era vecchio. Il vecchio si chiamava Beppo Spazzino. Lui pensava. E se reputava che una risposta non fosse necessaria, taceva. Se invece la credeva necessaria, ci rifletteva sopra. Soltanto Momo era capace di attendere a lungo e di capirlo. Sapeva che lui si prendeva tanto tempo per non dire mai qualcosa di insincero. […] L’altro amico prediletto di Momo era giovane e l’esatto contrario di Beppo Spazzino. Era un bel ragazzo dagli occhi sognanti e dalla parlantina inesauribile, sempre traboccante di scherzi, frottole, arguzie. Si chiamava Girolamo, ma tutti lo chiamavano, più alla buona, Gigi. Da quando aveva conosciuto Momo, le storie di Gigi, da pedestri che erano, s’erano fatte alate.»

Antagonisti e loro caratteristiche: «I Signori Grigi percorrevano instancabilmente la città sempre più numerosi e sempre indaffarati. Eppure non erano invisibili. Si vedevano e non si vedevano. Circolavano per le vie su eleganti automobili grigie, entravano in tutte le case, sedevano in tutti i ristoranti. Di frequente facevano annotazioni sulle loro agende. Vestivano, questi signori, abiti grigi, di un grigio-ragnatela. Anche le loro facce erano cenerognole. Portavano bombette grigie in testa e fumavano piccoli sigari color cenere. Ciascuno di loro aveva sempre in mano una cartella di cuoio color grigio-piombo.»

Missione: «“Io, il mio tempo non lo lascio prendere a nessuno!”»

 

(db)

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Un commento

  1. Claudia Distefano

    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non sapevo del progetto di questo post!!!!!!!!!!!
    Momo è l’argomento della tesi che ho discusso due giorni fa per la mia laurea!!! Fonte d’infiniti spunti di riflessione, dallo Zen alla filosofia di Marcuse, la tesi era su questo. Infatti ho scritto un post su Michael Ende che uscirà domani.
    Uniti in Momo! “Il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.”

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