venerdì , 22 settembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cera d’autore: Sierva Marìa

 

 

Nome: «Sierva Marìa de Todos Los Angeles, figlia unica del marchese di Casalduero»

«La bambina alternava il proprio nome con un altro nome africano che si era inventata: Marìa Mandinga»

Padre: Gabriel Garcìa Marquez

Età: «Quanti ne compie?»

       «Dodici» disse Bernarda.

Luogo di provenienza: Nueva Granada

Luogo di domicilio: « Il convento di Santa Clara era un edificio quadrato davanti al mare, a tre piani con numerose finestre tutte uguali, e una loggia di arcate a tutto sesto intorno a un giardino agreste e buio.»

Descrizione fisica: «Aveva poco della madre, Del padre, invece, aveva il corpo magro, la timidezza irrimediabile, la pelle livida, gli occhi di un azzurro taciturno, e il rame puro della chioma raggiante»

Carattere: « Il suo modo di essere era tanto silenzioso che sembrava una creatura invisibile»

Abilità: «Aiutò a sgozzare un capretto che non accettava di morire. Giocò al diablo con gli adulti nella cucina e con i bambini nel cortile, e li vinse tutti. Cantò in yoruba, in congo, in mandinga, e persino quelli che non la capivano l’ascoltarono assorti.»

Stato civile: legata a Padre Cayetano Delaura: «E senza lasciare tempo al panico si liberò della materia torbida che gli impediva di vivere. Le confessò che non passava un istante senza pensare a lei, che tutto quanto mangiava e beveva aveva il sapore di lei, che la vita era lei a ogni ora e ovunque, come solo Dio aveva il diritto e il potere di esserlo e che il godimento supremo del suo cuore sarebbe stato morire con lei. Continuò a parlare senza guardarla, con la stessa fluidità e lo stesso calore con cui recitava versi, finchè ebbe l’impressione che Sierva Marìa si fosse addormentata. Ma era sveglia, con i suoi occhi da cerva impaurita fissi su di lui. Si azzardò solo a domandare:

«E adesso?»

«Adesso nulla” disse lui “mi basta che tu lo sappia.»

«allora lo baciò sulle labbra per la prima volta. Il corpo di Sierva Marìa rabbrividì con un gemito, sprigionò una tenue brezza di mare e si abbandonò alla sua sorte. Lui le percorse la pelle con la punta delle dita, quasi senza toccarla, e vinse per la prima volta il prodigio di sentirsi in un altro corpo.»

Concezione dell’amore: « Per te nacqui, per te ho la vita, per te morirò e per te muoio.» (cit. Garcilaso de la Vega).

Fine: «La guardiana che entrò a prepararla per la sesta seduta di esorcismi la trovò morta d’amore sul letto, con gli occhi raggianti e la pelle di una neonata»

(lm)

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