lunedì , 23 ottobre 2017
Le news di Asterischi

2. Asterischi, o il diritto di saltare le pagine

 

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La capacità di sintesi è un dono di natura, un vero e proprio talento, come la musica o la danza. E come ogni talento, non la possiede chiunque.

Volendo sorvolare su chi scrive, ci concentriamo in questa sede su chi legge: esistono a questo proposito lettori pazienti, che si gustano ogni momento e che considerano un romanzo una lunga storia, e lettori impazienti, per cui qualsiasi scritto è prima di tutto un esercizio di stile, la cui caratteristica è la brevità che colpisce.

Le parole superflue se ne vanno via, o restano come un incubo, come la descrizione del portale della chiesa ne Il nome della rosa. Esiste un Dio dei libri che punirà tutti quelli che si sono permessi di saltare quella soporifera descrizione che i critici (critici?!) considerano invece “meticolosa”?

Non lo sappiamo, ma vogliamo immaginare di poterci salvare dai peccati della lettura affermandone la non esistenza.

Spesso però sono altre le pagine che ci sentiamo autorizzati a saltare: i famosi apparati critici che accompagnano il testo. Quale paziente lettore sopporta davvero un critico che aggiunge spiegazioni e pseudointerpretazioni alla già chiarissima (e inutile) descrizione?

Stiamo generalizzando ed esagerando, è vero, ma capita che per romanzetti di cento pagine ce ne siano centocinquanta di critica, che a leggerla prima, dove solitamente si trova, ci si rovina pure il piacere stesso della storia.

Asterischi è un po’ di parte poiché da sempre sostiene la letteratura da pausa caffè, da metro, treno, autobus, etc.. Per questo motivo tentiamo di non far saltare le righe ai nostri lettori impazienti, anche perché oggi questo diritto è esteso a tutti i tipi di testo, quali articoli, recensioni, interviste.

Nonostante non ci sentiamo di condannare chi salta le pagine, visto che a volte è l’unica soluzione, preferiamo scegliere accuratamente volumi piccoli piccoli da portare a spasso e sgranocchiare ogni volta che vogliamo.

La domanda che sorge spontanea è: come fare con i grandi (e grossi) classici? Niente, inutile lamentarsene. Quel che è fatto è fatto, ma per fortuna possiamo lanciare un appello a chi scrive oggi:

 

Cari scrittori,

se non volete che i vostri lettori saltino pagine e pagine dei vostri libri, fate così, strappatele voi prima. Scrivete meno, e dove è possibile, meglio.

Con immutata stima e gratitudine, i lettori impazienti. 

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Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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