martedì , 27 giugno 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Marianela

Nomi: Marianela, Nela, Mariquilla, Nelilla  «- dimmi, e a te come mai ti chiamano la Nela? Che vuol dire? [...] – mia madre si chiamava la signò Maria Canela, ma la chiamavano Nela. Dicono che questo è un nome da sgualdrina. Io mi chiamo Maria. – Mariquita. – Maria Nela mi chiamano, e anche la figlia della Canela. Alcuni mi chiamano Marianela, altri soltanto Nela».

Padre: Benito Pérez Galdós

Età: «- Dicono che ho sedici anni – replicò la Nela, esaminando a sua volta il dottore.
- Sedici anni! Sei un po’ ritardata, figliola. Il tuo corpo ne ha dodici, al massimo».

Caratteristiche fisiche: «Era come una bambina; la sua statura poteva annoverarsi tra le più piccole, e corrispondeva a una corporatura magrissima e a un busto meschinamente costituito. Era come una giovincella, perché i suoi occhi non avevano lo sguardo tipico dell’infanzia, e il suo viso rivelava la maturità di un organismo che è entrato o è dovuto entrare nell’età del giudizio. Nonostante questa difformità, era ammirevolmente proporzionata, e la sua piccola bellezza annullava con gagliardia il suo misero corpicino. Qualcuno la definiva una donna vista da una lente rimpicciolente; altri, come una bambina con l’espressione di un’adolescente. Non conoscendola, si dubitava se fosse sorprendentemente precoce o deplorevolmente ritardata».

Carattere: formale e riflessivo

Istruzione: «Non mi hanno insegnato nulla – disse Maria con innocenza; ma io, vuoi o non vuoi, ho preso dalla mia testa molte cose che mi consolano, e così, quando mi viene una buona idea, dico: “questo dev’essere così, e non in un altro modo”».

Mestiere: accompagnatrice di un cieco, «lo porto dappertutto; andiamo per i campi, a passeggio».

«Sì, signore, io gli dico tutto. Lui mi chiede com’è una stella, e io gliela dipingo parlando in un modo che per lui è come se la vedesse. Io gli descrivo com’è l’erba e le nuvole, il cielo, l’acqua e i fulmini, le falene, le farfalle, il fumo, le lumache, il corpo e il volto delle persone e degli animali. Io gli dico ciò che è brutto e ciò che è bello, e così sa un po’ di tutto…»

Miglior amico: «Quella debole creatura, nel quale sembrava che l’anima era come incarcerata e costretta dentro un corpo miserabile, si espandeva, cresceva meravigliosamente quando si trovava sola con il suo padrone e amico. Con lui aveva spontaneità, acutezza, sensibilità, grazia, gentilezza, fantasia. Quando si separavano, si poteva credere che si chiudessero su di lei le nere porte di una prigione».

Dicono di lei: «Mai aveva sentito la Nela che la si chiamasse micetta, bellina, né che le dicessero bellezza, né altri vocaboli melliflui e commoventi con cui era ossequiato il gatto. Mai le si diede a intendere alla Nela che era nata da una creatura umana, come gli altri abitanti della casa».

«No, signore; la Nela non è stupida, né molto meno. Se qualcuno si fosse preso il disturbo di insegnarle qualcosa, avrebbe appreso forse meglio della maggior parte dei ragazzi. Che credete? La Nela ha immaginazione: per aver questo senza gli insegnamenti più elementari, è romantica e superstiziosa».

Dice di sé: «Madre di Dio, perché non mi hai fatta bella? Perché quando mia madre mi ha fatta non mi hai guardata dall’alto? Più mi guardo, più mi vedo brutta. Perché sono nel mondo? A cosa servo? A chi posso interessare? A uno solo, Signora e madre mia, a uno solo che mi ama perché non mi vede. Cosa sarà di me quando mi vedrà e smetterà di amarmi? …; perché, com’è possibile che mi ami vedendo questo corpo da bambina, questa figura d’uccelletto, questa testa lentigginosa, questa bocca sgraziata, questo naso a punta, questi capelli scoloriti, questa mia persona che non serve a niente se non come bersaglio di tutti i piedi? Chi è la Nela? Nessuno».

(as)

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Un commento

  1. Leggo con piacere ed interesse quello che pubblicate nel vostro blog. Tale lettura è un balsamo per la mente ed il cuore spesso così presi dalle preoccupazioni quotidiane. Grazie.

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