mercoledì , 22 novembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Margherita Dolcevita

Nome: «I miei genitori mi hanno chiamata Margherita, ma io amo essere chiamata Maga o Maghetta. I miei compagni di scuola, ironizzando sul fatto che non sono proprio snella, a volte mi chiamano Megarita; mio nonno, che è un po’ arteriosclerotico, mi chiama Margheritina, ma a volte anche Mariella, Marisella oppure Venusta, che era sua sorella. Ma soprattutto, quando sono allegra, mi chiama Margherita Dolcevita. Il vigile davanti al quale sfrecciavo in bicicletta mi chiamava Vaipianomargh. Le insegnanti mi chiamano Silenziolaggiù. Il mio primo amore, praticamente anche l’ultimo, mi chiamava Minnie.»

Padre di penna: Stefano Benni

Famiglia: «Siamo una famiglia di masturbatori.»

                Padre: «Mio padre si chiama Fausto, è alto, magro e meteoropatico. Sarebbe un bell’uomo, ma ha pochi capelli e cerca di mascherarlo col riporto. (…) Di mestiere papà fa il pensionato, ma anche l’avvocato difensore di oggetti.»

                               Manie: «È l’unico in tutta la zona che cura biciclette pedalopatiche, radio afone, lavatrici asmatiche e caffettiere impotenti.»

                                               Perle di Saggezza: «Dice che non è giusto chiamare vecchie le cose: perché vivranno più di noi. Se ce ne sbarazziamo e le sostituiamo troppo presto, soffrono.»

«Ah, sospira, se ci fosse un cacciavita per togliere le idee sbagliate e un martello per fissare le buone intenzione, una chiave inglese per stringere per sempre l’amore e una sega per tagliare col passato! Ma questa attrezzeria non ce l’hanno data e, dopo aver tentennato e scricchiolato, prima o poi ci romperemo.»

                Madre: «Si chiama Emma e non è più bellissima, è un po’ sciupata, a voler essere precisi sembra una bustina da tè usata. Però ha delle belle gambe e fa sempre un buon odore di caffè e dado da brodo. Era commessa in un negozio che è stato sbranato da un supermercato e ora lavora per noi.»

                               Manie: «È larmotossica, cioè non può stare a lungo senza piangere. (…) Vede sempre le stesse puntate di una serie che si chiama Eternal Love. (…) ha smesso di fumare da molti anni ma continua a fumare sigarette immaginarie.»

                                               Perle di saggezza: «Non vorrei mai che finisse quello che finisce bene»

                Fratello maggiore: «Mio fratello maggiore Giacinto ha diciotto anni e mi assomiglia in cretino. È robusto, biondiccio, infestato dai brufoli e ha tatuato su una spalla Ultras forever e lo stemma della sua squadra. (…) Giacinto, che sia felice o infelice in amore, mangia come una betoniera.»

                Fratello minore: «Mio fratello minore Erminio detto Eraclito ha dodici anni ed è un genietto rompiballe simpatico terrorizzante. È il dito da videogioco più veloce del West. Ma è anche scienziato e innovatore.»

                Nonno: «Mio nonno Socrate è un grande personaggio. È magro con gli occhi azzurri, ha fatto tutto bella vita: dal marinaio al venditore di oasi, dal collaudatore di caschi all’uomo-formaggio nei supermercati.»

                               Manie: «Dice che siamo toccati dalle tossine e dai cibi avariati, il suo terrore è di morire avvelenato, allora si mitridatizza, cioè abitua l’organismo ai veleni ingerendone piccole quantità. Mangia yogurt scaduti, formaggi marci, acqua con la varechina, tutti i tipi di colla, e fa gli aerosol di insetticida. (…) Guarda dalla finestra col cannocchiale. (…) Ogni venerdì sera balla il tango con un fantasma, doña Lupinda de Camarones Gutiérrez…»

                Cane: «Pisolo è il mio cancatalogo, perché più che un incrocio è veramente un catalogo di tutte le razze canine e animali e forse vegetali apparse sulla Terra…»

«è un animale veggente.»

Amici

I nomadi: «i nomadi qualche volta rubano, ma molto meno dei domiciliati a Montecarlo, e alcuni sono simpatici, specialmente un ragazzo di nome Darko che si mette all’incrocio a lavare i parabrezza»

Il signor Pietro

La bambina di polvere: «…la mia dolce spaventosa amica.»

«e nel buio ho parlato con Polverina. Lei non è solo mia sorella, ma anche il mio angelo custode. È spesso intervenuta nella mia vita, aiutandomi.»

Ponzio: «all’una non riuscivo ad addormentarmi e allora ho preso il mio vecchio orsacchiotto Ponzio. È brutto, spelacchiato e con un occhio solo. Ha la sinistra bellezza consunta dei vecchi giocattoli. L’ho stretto al cuore e poi la sua zampetta ha iniziato a carezzarmi. Ebbene sì, signori della giuria, uso Ponzio per le mie pratiche autoerotiche, sperimentali ma intense.»

Nemici

La famiglia Del Bene: «Loro possono vedere noi, noi non possiamo vedere loro.» Emblema della modernità plastificata al plasma e biobonificata.

Età: quasi 15 anni

Caratteristiche fisiche: «sono bionda con dei capelli ricci un po’ strani, diciamo che sembrano una piantagione di fusilli. Ho occhi maliardi e blu, ma sono sovrappeso.»

Carattere: «Mamma dice che forse sono un po’ perversa. Magari, mi piacerebbe.»

«Ebbene sì, sono polemica.»

Sogni e paure: «…quando mi laure-e-rò in medicina…»

«…avevo la speranza che il giorno dopo mi sarei svegliara regina.»

«da grande vorrei fare la poetessa»

Innamorata di: Angelo, figlio “diverso” dei Del Bene

Obiettivo: Sconfiggere il nemico e proteggere se stessa e la sua famiglia

Abitudini e Manie:  

Scrivere poesie «La mia specialità sono le poesie brutte. Pensateci bene: il mondo è pieno di poeti così così, ma una poesia veramente brutta è rara. Sentite questa:

Mi chiamo Margherita
peso meno in mutande che vestita»

«Amor non corrisposto.
Soffro e dimagrisco.

Amor corrisposto a metà.
Il peso non cambierà.

Amor corrisposto.
Questo amor non conosco.»

«M’AMA NON M’AMA

Se il dubbio d’amor
Troppo ti è duolo
Scegli una margherita
Con un petalo solo.»

Inventare: «rivendico il diritto di ognuno, specialmente delle fanciulle fantasiose come me, a chiamare le cose non soltanto con il nome del vocabolario, ma anche quelle del vocabolaltro, cioè un nome inventato e scelto.»

«Invento libri e racconto di averli letti.»

Scrivere inizi di romanzi

Leggere: «Prima di dormire leggo sempre un po’.»

 

Perle di Saggezza:

«Anche a quattorci anni e sei mesi si può rimpiangere. È presto, dite? E se muori a quindici?»

«Quando i bambini crescono e diventano adulti, capiscono subito che quello che gli avevano detto da bambini non è vero, oppure riciclano ai loro figli l’antica bugia. E cioè che tutti vogliono consegnare ai bambini un mondo migliore, è un passaparola che dura da secoli, e il risultato è questa Terra, questa vescichetta d’odio.

Perciò io, che sono una bambina in scadenza, penso:
a) che i grandi non hanno più nulla da insegnarci;
b) che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni, e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro;
c) che dovrebbero smettere di fare i film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all’uscita del cinema.»

(as)

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