martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Madre Courage


Nome e cognome: Anna Fierling, «nota col nome di Madre Courage»

Derivazione del soprannome: «Courage mi chiamano perché avevo tanta paura che mi rovinassero, che sono passata tra le cannonate di Riga con cinquanta pagnotte nel carro. Erano già un po’ ammuffite, era tempo, non c’era altro da fare»

Padre: Bertolt Brecht

Figli, caratteristiche e rispettivi padri: «Quello si chiama Eilif Nojocki, perché suo padre diceva sempre di chiamarsi Kojocki o Mojocki. Il mio figliolo se lo ricorda ancora bene; però quello che lui si ricorda era un altro, un francese col pizzo. Per il resto ha ereditato l’intelligenza di suo padre: un tipo capace di sfilare i calzoni dal didietro di un contadino senza che quello se ne accorgesse. […] Quest’altro è uno svizzero, ma si chiama Fejos, un nome che non ha nulla a che fare con suo padre. […] Fejos, perché quando è venuto al mondo, stavo con un ungherese, a lui non gli importava, era già malato di reni, benché non avesse mai bevuto nemmeno un goccio: un gentiluomo. Il ragazzo gli somiglia. Io lo chiamo Schweizerkas, è bravo a tirare il carro. Questa qui si chiama Kattrin Haupt, una mezza tedesca.»

Materna saggezza: «Esser ragionevoli vuol dire restare con tua madre, e se ti prendono in giro e ti dicono che sei un pulcino, tu devi riderci su» (a Eilif), «Ecco qui le tue mutande, fanne conto, ormai siamo a ottobre e l’autunno potrebbe far presto a venire. Non dico deve venire perché ho imparato che nulla deve venire come si pensa, neppure le stagioni» (a Schweizerkas), «L’amore è una potenza terribile, t’avverto. Non è rose e fiori nemmeno con chi è sotto le armi. Lui ti dirà che vorrebbe baciare la terra dove sono passati i tuoi piedi (te li sei lavati ieri? Visto che se ne sta parlando…) e poi sei la sua serva. Contentati che sei muta, così non ti contraddici mai e non ti verrà voglia di strapparti la lingua per aver detto la verità.» (a Kattrin)

Strategie e “pragmatismi” militari: «Se un comandante o un re è molto stupido e porta i suoi allo sbaraglio, allora a quegli uomini gli ci vuole un coraggio da leoni, cioè una virtù. Se è troppo avaro e recluta pochi soldati, tutti devono essere degli ercoli. E se è disordinato e non si cura di nulla, allora bisogna che sian furbi come serpenti, sennò son rovinati. Può darsi che pretenda troppo, e allora ci vuol anche una fedeltà straordinaria. Tutte virtù che non ce n’è bisogno in un paese ben ordinato, con un buon re e un bravo comandante. In un buon paese non ci vogliono virtù, tutti possono essere gente qualsiasi, d’intelligenza media, e sissignore, anche dei vigliacchi»

Descrizione del momento storico: «Per me il momento storico è che han ferita la mia figliuola. È già mezza rovinata, marito non lo troverà più, e va così matta per i bambini, e se è muta è anche per via della guerra. Schweizerkas non lo vedrò più, e dove sia Eilif lo sa Iddio.»

Guerra e pace (e tirare a campare): «Le vittorie e le disfatte dei pesci grossi e dei pesci piccoli non vanno sempre d’accordo, anzi. Ci sono perfino dei casi, che per i pesci piccoli la sconfitta, in fondo, è un guadagno. Perdono l’onore ma niente di più», «È finita la pace! C’è di nuovo la guerra, già da tre giorni! Non avevo ancora venduto la roba quando l’ho saputo. Grazie al cielo!»

(db)

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